“Cgil” Prodi: la vostra ricetta è la mia

04/03/2006
    sabato 4 marzo 2006

    Pagina 7 – Politica

      CONGRESSO DI RIMINI – SINTONIA CON LE ANALISI E LE SOLUZIONI DEL SEGRETARIO EPIFANI. BONDI: HA SCELTO LA SINISTRA RADICALE

        Prodi alla Cgil: la vostra ricetta � la mia

          All’ovazione della platea: �Cancelleremo la precariet� del lavoro�

          Roberto Giovannini
          inviato a RIMINI

          Quando uno viene accolto con tre standing ovations, evidentemente vuol dire che grandi problemi non ce ne sono. E con la platea del popolo cigiellino, ieri, il leader dell’Unione Romano Prodi si � trovato davvero benissimo: invitato dalla presidenza a �vincere per cacciare la destra�, ha preso un mucchio di applausi, prima durante e dopo il suo intervento. Un successo che non � stato soltanto di stima: come confermavano i visi sorridenti dei dirigenti della Cgil, il candidato premier del centrosinistra ha sostanzialmente detto un netto e chiaro �s� a tutte le proposte di politica economica, fiscale e sociale lanciate nella relazione di Guglielmo Epifani. S�, dunque, a una cancellazione della precariet� del mercato del lavoro, s� a una �feroce lotta all’evasione�, s� a respingere l’idea di una politica dei due tempi, s� a una rivalorizzazione del lavoro e dell’industria, s� all’integrazione degli immigrati.

          Ieri al Palafiera riminese qualcuno – ricordando la famosa scena al convegno confindustriale di Parma del 2001 tra Silvio Berlusconi e Antonio D’Amato – ironizzava su un remake tra Prodi e la Cgil di quell’indimenticabile �ho copiato io il tuo programma, o sei tu che hai copiato il mio?�. Vero � che la sintonia tra il sindacato e il leader dell’Unione � apparsa pressoch� totale. Con qualche modesta (ma non irrilevante) eccezione: Prodi – che ha parlato soltanto di politica economica – non ha detto una parola sul qui richiestissimo ritiro delle truppe italiane dall’Iraq e Afghanistan. E ha deluso gli insegnanti, ricordando che la riforma Moratti non verr� completamente azzerata. Concludendo il suo intervento, pur esaltando il ruolo del sindacato (che deve essere �un interlocutore forte, esigente, responsabile ed autonomo�), Prodi ha poi un po’ minacciosamente avvertito che le confederazioni devono tutelare i diritti, �ma siamo giunti a un punto – ha spiegato – per cui non possiamo pensare che tutelare significhi conservare�. Insomma, nella prossima legislatura il sindacato potrebbe anche trovarsi costretto a mandar gi� qualche boccone amaro, se � vero che gli si chieder� �una disponibilit� radicale al cambiamento�.

          Ma questi saranno problemi del domani. Oggi � praticamente idillio, con Prodi che esordisce affermando che lo slogan del congresso (Riprogettare l’Italia) �� un impegno che ci assumiamo insieme�, che vede �una concordanza sulle ricette e le politiche che dopo mesi di lavoro abbiamo proposto nel nostro programma�. Concordanza che � totale anche sulla fotografia del critico stato di salute del paese, incagliato in un declino produttivo senza precedenti e in un �disastro finanziario� da cui si pu� uscire soltanto �dando al paese una scossa�. �Non � possibile una politica dei due tempi, che faccia precedere il risanamento finanziario agli interventi per lo sviluppo e la redistribuzione del reddito�. Reagire si pu�, con un pacchetto di �riforme radicali�. La prima riguarda il fisco: niente pi� condoni e �facili arricchimenti�, �lotta feroce all’evasione fiscale e contributiva�, una nuova tassazione delle rendite finanziarie che lasci intatti i piccoli patrimoni, il taglio del �cuneo� che grava sul costo del lavoro. Bisogna eliminare la �inaccettabile precariet� permanente che sta distruggendo una generazione di giovani� contenuta nella legge Biagi; una generazione �che rischia di essere frustrata nelle sue aspirazioni e di essere condannata ad un domani di pensioni miserevoli�.

          Affermazioni che hanno fatto insorgere Forza Italia e il coordinatore Sandro Bondi ha dichiarato che �Prodi ha rinunciato a rappresentare le posizioni del cattolicesimo democratico per approdare alle tesi pi� radicali e massimaliste della sinistra e dell’estremismo sindacale�.

          Detto che il rialzo dei tassi deciso dalla Bce � pericoloso, per tornare a crescere serve una politica industriale basata su tecnologia, aggregazione di imprese, sostegno alla internazionalizzazione, sviluppo di nuovi settori con grandi progetti di ricerca co-finanziati dal pubblici. E ancora, difesa della sanit� e della scuola pubblica, valorizzazione della donna nel lavoro, iniezioni di competizione per i livelli professionali medio-alti. Quanto alla presenza degli immigrati, deve sparire la Bossi-Fini; chi nasce e cresce in Italia poi, �deve essere considerato cittadino italiano a tutti gli effetti�. Con un sindacato �forte, responsabile ed autonomo�, conclude Prodi, �� possibile riattivare il prezioso strumento della concertazione che con grande miopia e cinismo � stato accantonato�.

            Poche le tensioni sul versante interno. Anche perch� dopo una dura mediazione, alla fine le tre �anime� della Cgil (maggioranza di Epifani, l’area che fa riferimento al segretario Gian Paolo Patta, l’area Rinaldini-Cremaschi) hanno concordato di presentare una lista di candidature unica e �bloccata� per l’elezione dei 161 membri del direttivo, il �Parlamento� confederale: 121 fanno riferimento ad Epifani, 23 a Patta e 17 a Rinaldini.