“Cgil” Prodi: «Ho bisogno di voi»

04/03/2006
    sabato 4 marzo 2006

    Pagina 10 – Primo Piano

      Prodi chiama la Cgil
      �Ho bisogno di voi
      S� alla concertazione�

        DAL NOSTRO INVIATO
        Francesco Alberti

          RIMINI – L’abbraccio finale con Guglielmo Epifani. L’applauso avvolgente. Flash e pacche sulle spalle. Romano Prodi si rimette in tasca i 22 fogli del discorso e incassa con un sorriso quello che sembra un lungo s� della platea. Ha appena chiesto alla Cgil e ai 1200 delegati riuniti alla Fiera di Rimini di aiutarlo �a riprogettare l’Italia�, che non � solo uno slogan congressuale, ma il filo di un discorso che il leader dell’Unione sta tessendo da mesi e che oggi ha toccato una boa importante. Prodi l’ha detto con altre parole, ma il concetto dato in pasto al pi� grande sindacato italiano � questo: �Io e il mio futuro esecutivo avremo bisogno di voi�. Di una Cgil �forte e autonoma�, capace di farsi �strumento indispensabile per il governo del Paese�.

          IL PATTO - E’ un patto di legislatura ci� che Prodi ottiene dal congresso di Rimini. E il no della minoranza interna capeggiata da Rinaldini e Cremaschi offusca solo in parte la giornata del Professore.
          �Concertazione� � la parola magica. L’esatto contrario di quanto ha fatto Berlusconi, che �con miopia e cinismo ha accantonato questo strumento�, a conferma di una visione sociale nella quale �le dame di carit� sono pi� utili del sindacato� e �i diritti vengono considerati alla stregua di lacci�. Un Berlusconi dipinto peggio del diavolo: �Votarlo � la pi� grave minaccia che si possa fare al Paese� � il grido del Professore, subito accusato dal forzista Bondi di �volere la guerra civile�.
          Prodi arriva rodato all’esame Cgil. Il primo contatto risale infatti al giugno scorso, quando il candidato dell’Unione usc� barcollante, sotto il peso di un voluminoso dossier, da un incontro nel Pistoiese con Epifani e i quadri dirigenti. �Ne ho da leggere per tutta l’estate� scherz� ma non troppo il Professore, consapevole che non sarebbe stato un gioco condire il programma dell’Unione con le ricette della Cgil. Oggi qualcosa per� si comincia a vedere se, come ha fatto, Prodi pu� permettersi di dire che �c’� concordanza tra le vostre idee e il nostro programma�.
          Togliendosi persino il lusso, al cospetto di una platea che vede la legge Biagi come il fumo negli occhi, di elogiare il tab� della flessibilit�, anche �se armonizzata con la stabilit�.

          LE RIFORME - Discorso di tre quarti d’ora, fitto-fitto. �Riforme radicali�. Azione di governo che coniughi �risanamento e sviluppo�. E poi �lotta feroce all’evasione fiscale�: non solo per togliere dalla testa degli italiani l’idea, �radicata dalla Destra�, che non pagare le tasse sia �la normalit�, ma nella convinzione che �se solo si riuscisse a recuperare un terzo dell’evasione, risolveremmo molti problemi di bilancio�. E ancora: no �a condoni e facili arricchimenti�, riduzione di 5 punti del cuneo fiscale, tassazione delle rendite finanziarie (�Escluse le pi� piccole�), incentivi alle lauree scientifiche. Prodi ripropone poi i punti forti del programma: assegno alle famiglie con figli, riduzione dell’Ici, tremila nuovi asili nido e costruzione di alloggi popolari per le giovani coppie. �Cancellata la Bossi-Fini�, la ricetta prodiana sull’immigrazione prevede il mantenimento �del tetto numerico sugli ingressi�, una selezione dei flussi che �faccia da argine alla clandestinit� e �una politica d’integrazione che abbia nell’ottenimento della cittadinanza un traguardo certo per chi nasce, vive e lavora da noi�. Chiusura nel segno del Cavaliere. Il paragone con Napoleone? �Appropriato, i suoi carri portavano i nostri quadri in Francia. Ora i carri vanno ad Arcore…�.