Cgil per soli uomini

25/10/2005
    N.42 anno LI 27 ottobre 2005

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      a cura di Paolo Forcellini

        Cgil per soli uomini

          La Cgil si guarda allo specchio e scopre di soffrire di misoginia: fra i suoi quadri le donne sono in minoranza ma, soprattutto, sono relegate a ruoli di secondo piano.

          È quanto emerge da un’indagine promossa dalla Cgil del Veneto e curata da Francesca Lazzari, docente di macroeconomia all’Università di Verona, e dalle ricercatrici Roberta Pagnin e Marina Natale. Su mille occupati nel sindacato le donne sono meno della metà, ma sono appena 123 quelle con un ruolo politico: tutte le altre sono utilizzate in attività impiegatizie. Fra queste ultime dilagano forme varie di stress, sintomatologie psicosomatiche, malesseri di vario genere. Che le pari opportunità siano lungi dal realizzarsi appare evidente dal fatto che le donne a capo di categorie sono pochissime.

          Appena il 9,5 per cento ricopre la carica di segretario generale politico. Eppure, secondo l’indagine, le donne che conquistano un ruolo politico significativo risultano più capaci dei colleghi maschi: sono più brave nel favorire lo spirito di squadra e nel ‘mettere d’accordo’ la gente. La Cgil veneta non si limita a fare mea culpa sulla discriminazione tra i sessi e vara un progetto, il ‘Cantiere delle pari opportunità’, con un obiettivo prioritario: affermare la cultura delle pari opportunità nel sindacato.

          Tre scommesse: promuovere le donne nella organizzazione della Cgil, preparare nuovi quadri, costruire un nuovo clima di lavoro.

          L. Q.