Cgil: per lavoro e pensioni 20 miliardi di tasse in meno

15/12/2009

Rendita finanziaria tassata al 20 per cento e Irpef di due punti inferiore per le fasce di reddito medio e basso. Con un occhio di riguardo per i pensionati, per cui si prevede una quattordicesima mensilità, e per i giovani in formazione. La Cgil indirizza al ministro dello sviluppo economico, Giulio Tremonti, una manovrina tesa a tagliare le imposte sui redditi da lavoro e le pensioni per un ammontare di 24 miliardi in tre anni. Obiettivo della campagna per un fisco più equo è ridare ossigeno ai ragazzi, ai pensionati e ai lavoratori dipendenti applicando un diverso criterio di redistribuzione della ricchezza. Se il titolare di via XX settembre non sarà disponibile al confronto, ha fatto sapere ieri il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, a febbraio ci sarà una settimana di mobilitazione sul tema.
Sono invitate anche Cisl e Uil: «Sono momenti come questo quelli migliori per ridurre le tasse: i consumi languono e la riduzione delle imposte è una misura anticiclica – ha detto Epifani presentando lo studio -. Bisogna però partire subito, senza aspettare la fine della crisi, e avere un piano organico: in Italia il prelievo fiscale su lavoro dipendente e pensioni è il più alto d’Europa, c’è bisogno di mettere mano a questa iniquità».

Il cuore dello studio della camera generale del lavoro prevede due ritocchi alle aliquote Irpef e equiparazione agli standard europei della tassazione sulla rendita finanziaria. Nel dettaglio la Cgil propone di ridurre la prima aliquota Irpef dal 23 al 20 per cento e la terza dal 38 al 36 per cento. Con un aumento per le detrazioni per reddito da lavoro dipendente di almeno 500 euro entro marzo 2010. Lo studio prevede poi un sostegno unico per le famiglie, pari a 600 euro in più rispetto al 2008 per il lavoratore dipendente (in fascia di reddito tra 20mila e 30mila euro) con moglie e un figlio a carico e di mille euro se i figli sono due. Come si trova la copertura? Introducendo un criterio di equità sociale e fiscale che equipari l’Italia all’Europa e contrastando l’evasione fiscale. In dettaglio il sindacato propone di tassare al 20 per cento la rendita finanziaria (oggi i titoli di Stato sono tassati al 12,5 e i prodotti finanziari al 27 per cento). L’incremento, però, non deve riguardare i titoli pubblici già emessi che rimarrebbero così tassati al 12,5 per cento. Si recupererebbe, recitano le stime, un gettito fiscale compreso tra i 2,4 e i 4,5 miliardi di euro.
La Cgil propone poi una tassa sulle grandi ricchezze sul modello francese, ovvero la tassazione dei patrimoni netti imponibili pari a 800mila euro con una imposta di solidarietà (se ne ricaverebbero 5-6 miliardi). Infine è previsto un prelievo sulle transazioni internazionali di brevissima durata, dunque di evidente carattere speculativo: una stretta di segno opposto al semi- condono voluto dal governo in carica con lo scudo fiscale. E per le imprese? Crediti l’imposta in ragione dell’impegno sociale (per chi investe in innovazione, formazione, ricerca, ecc..). Misure, quelle presentate da Guglielmo Epifani e Agostino Megale, che non pretendono di essere imparziali e che si inquadrano in un contesto preciso: in Italia l’evasione fiscale è a livelli di record (nei primi 10 mesi del 2009 più 3, 4 % rispetto all’anno prima) mentre i lavoratori dipendenti sono tartassati dal fisco. Tanto che se la pressione fiscale sui loro stipendi fosse rimasta uguale al 1980 in ogni busta paga ci sarebbero 274 euro netti in più.