Cgil, Patta attacca la Fiom

22/07/2004

    giovedì 22 luglio 2004

 
Da "Il Sole 24 ore" il segretario nazionale pretende che le tute blu portino a casa un accordo. Coro di critiche dalla sinistra sindacale: «Siamo in linea con il congresso»
Cgil, Patta attacca la Fiom
Improvvisa accelerazione del confronto in Cgil sulla revisione del modello contrattuale. Un confronto che sembra volersi incardinare a tutti i costi sul "problema Fiom", come era ampiamente prevedibile dopo il botta e risposta dell’altro giorno, nel corso dell’incontro tra tutti i segretari di categoria, tra la Fiom e i vertici di corso d’Italia.

A dare una svolta alla vicenda è Gian Paolo Patta, il rappresentante della sinistra sindacale di "Lavoro Società", su "Il Sole 24 ore" di ieri. «Non sarà accettabile, per la Cgil, che la Fiom diventi un Cobas più grosso. L’obiettivo non può essere solo la protesta ma la riconquista del contratto», esordisce il segretario generale.

Parole pesanti, che hanno l’effetto di ferire quel "popolo delle tute blu della Cgil" che pure in tutti questi mesi di successi ne ha mietuti: non solo nella vicenda di Melfi, e in quella dei pre-contratti, ma nelle decine e decine di rinnovi delle Rsu in cui l’organizzazione sindacale di Gianni Rinaldini ha raccolto quasi ovunque successi straordinari.

C’è chi, come due membri della segreteria Fiom di Torino (Passarino e Nardini), arriva fino al punto di chiedere la convocazione dell’area "Lavoro Società – Cambiare rotta" «prima delle prossime dichiarazioni a mezzo stampa». L’intervento di Patta, «non ci risulta risponda al dibattito e all’orientamento espresso dai compagni che si riconoscono nell’area», aggiungono. Le critiche dei rappresentanti dell’area di Lavoro Società si appuntano su due elementi: le dichiarazioni bypassano le conclusioni dell’ultima assise della Cgil, e se c’è un attacco da fare alla coerenza di quella linea va rivolto ad «altre vicende contrattuali» (commercio e chimici) «che sconfessano quelle conclusioni». «La sua preoccupazione (di Patta, ndr) è di riportare all’ordine la Fiom e i lavoratori metalmeccanici (…) che hanno dimostrato che un’altra linea è possibile e che richiederebbero una svolta nelle scelte della Cgil», concludono. Insomma, l’uscita di Patta ha colto quasi tutti di sorpresa perché nessuno, da sinistra, si sarebbe mai sognato di "far notare" che la Fiom deve portare a casa un contratto. Una osservazione lapalissiana, questa, nel mondo sindacle, che detta in questo momento però assume un rilievo tutto politico.

Nel pomeriggio di ieri lo stesso Patta ha fatto circolare un lungo documento che in sostanza conferma la tesi esposta sul "Il Sole 24 ore". Pur non essendo formalmente una smentita dell’articolo firmato da Lina Palmerini, Patta corregge il passaggio su «la Cgil che tirerà le somme». Potrebbe suonare troppo polemico nei confronti di una Fiom comunque determinata ad andare avanti. «E’ ovvio che occorrerà un rapporto stretto tra Cgil e Fiom, essendo quella dei metalmeccanici la più rilevante categoria dell’industria», scrive Patta.

Posizioni molto critiche nei confronti dell’articolo sono state espresse da altri segretari, come Sergio Bellavita (Emilia Romagna) e Franco Bruno (Campania). Per quest’ultimo, «la Fiom sta mettendo in pratica né più né meno i dettami del congresso Cgil». «I punti fondamentali – prosegue sono la legge sulla rappresentanza, l’abolizione della legge 30 e la lotta alla precarietà». A rivendicare una coerenza con i risultati dei congressi è anche Agustin Breda, della Fiom nazionale. «La Fiom deve rispettare il mandato del congresso, un mandato in linea con il congresso Fiom». A dirsi poco sorpreso dell’uscita di Patta è, invece, il segretario dell’Emilia Romagna. «Le gravissime affermazioni di Patta si comprendono solo nel contesto della storia degli ultimi due anni della sinistra sindacale, che non ha avuto nessuna progettualità, autonomia e capacità di incidere realmente». Per Bellavita, «o la sinistra sindacale sta con la Fiom e le istanze più avanzate in Cgil o la sinistra subisce il fascino della modernizzazione di Montezemolo». Netto, infine, il giudizio di "Eccoci": «Chi vuole isolare la Fiom vuole isolare le lotte operaie».

Sulla vicenda è intervenuto anche Paolo Ferrero, della segreteria nazionale del Prc: «Nel clima di attacco alla Fiom, queste dichiarazioni sono sconcertanti e sbagliate nel merito».

Fabio Sebastiani