Cgil: parole gravi e inquietanti per lui siamo come i terroristi

27/03/2002


 
Durissima reazione della confederazione di Cofferati. Cisl e Uil: così lo scontro sociale aumenterà
 
Cgil: parole gravi e inquietanti per lui siamo come i terroristi
 
 
 
"Il disprezzo mostrato verso le persone e le organizzazioni farà crescere le divisioni"
 

ROMA – «Le affermazioni del presidente del Consiglio sono gravi e inquietanti», dice la Cgil. «Berlusconi deve sapere che è ora di dire basta al circolo vizioso degli slogan, delle provocazioni e delle contumelie», aggiunge la Cisl. «Dal presidente del consiglio è arrivata la risposta di chi vuole chiudere il dialogo, di chi vede il dialogo come un fastidio e non è disposto ad ascoltare le ragioni degli altri», chiude la Uil. Nel momento in cui i sindacati confederali sollecitavano Berlusconi a smentire e porgere le proprie scuse a nome del governo dopo le dichiarazioni giudicate «infamanti» rilasciate dai ministri Bossi e Martino e dal sottosegretario Sacconi, le parole di Berlusconi contro Cgil, Cisl e Uil sono piombate come un macigno sulle relazioni sindacali, aggravando una rottura di cui è assolutamente impossibile, oggi, prevedere la ricomposizione.
La Cgil affida la sua «reazione» a una nota ufficiale, che contiene accuse particolarmente pesanti al governo: «Questo disprezzo verso le persone e le organizzazioni è destinato a creare ulteriori divisioni tra il governo nella sua funzione istituzionale e il Paese e a provocare l´inasprimento del conflitto sociale». Ma c´è di più: «L´accostamento – dice la confederazione guidata da Sergio Cofferati – tra la piazza e le pistole è inaccettabile. Ripropone l´idea che l´esercizio di un diritto costituzionale sia equivalente alla pratica distruttiva del terrorismo». Accostamento, peraltro, che fa seguito alle parole del ministro della Difesa, Antonio Martino, il quale in un articolo pubblicato da un quotidiano dopo la manifestazione nazionale della Cgil a Roma con tre milioni di persone aveva affermato che «prima o poi bisognerà ripristinare la legalità, dando attuazione al dettato costituzionale».
Per la Cgil, Berlusconi ieri ha «consentito a un suo ministro di riconfermare, nella sostanza, l´accusa di contiguità tra terrorismo e sindacato; ha ripetuto un´antica e insopportabile consuetudine offendendo i milioni di cittadini che partecipano alle iniziative sindacali; ha irriso alla dichiarazione unitaria di sciopero generale; ha negato la funzione della rappresentanza sociale denotando assenza di rispetto per la dialettica democratica».
Altrettanto dure nei confronti del premier le prese di posizione di Cisl e Uil. «Il sindacato vuole sapere dal governo – dice Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl – cosa vuole fare e qual è il suo progetto. Se vuole davvero riprendere il confronto deve indicare quanti soldi intende investire per i lavoratori che hanno tanti doveri e nessun diritto. E invece delle cose concrete, ecco le contumelie. Così proprio non va». Adriano Musi, vicesegretario generale della Uil, fa sapere a Berlusconi che «forse può comandare, ma questo non significa governare un Paese». Per il numero due della Uil, «chi governa e chi ha la maggioranza deve ricordare, sempre, come il sindacato si è battuto per la democrazia e contro il terrorismo. Chi governa deve dimostrare di essere all´altezza e di avere senso di responsabilità, ricordandosi che rappresenta anche la minoranza che non l´ha votato e che deve difendere l´interesse generale del Paese».
(r.d.g.)