“Cgil” P.Bersani: saremo un governo di lotta sulle politiche sociali e l’equità fiscale

03/03/2006
    venerd� 3 marzo 2006

    Pagina 17 – Economia

      Bersani: saremo un governo di lotta
      sulle politiche sociali e l’equit� fiscale

      intervista
      Riccardo Barenghi

        RIMINI
        �Se la Cgil si immagina che il nostro governo sar� un governo di lotta, immagina bene�. � la previsione di Pierluigi Bersani, responsabile economico dei Ds, ex ministro dell’Industria e possibile futuro ministro, presente ieri al congresso della Cgil.

        Un governo di lotta non si era mai sentito, Bersani. Che significa?

          �Vuol dire che su tutti gli aspetti che riguardano la politica redistributiva e sociale, l’equit� fiscale, la precariet�, la centralit� del lavoro rispetto alle rendite, il governo dell’Unione dovr� intervenire e anche con decisione. Nessuno pu� ignorare che, insieme col risanamento dei conti, la priorit� sia questa emergenza sociale. Tantomeno pu� farlo un governo di centrosinistra. Ecco perch� un governo di lotta�.

          Si invertono i ruoli, governo di lotta e sindacato di governo?

            �Io dico che tra noi e i sindacati c’� una condivisione senza precedenti sulle condizioni del Paese, dunque penso che si possa lavorare insieme. Ma questo non significa che il sindacato sia amico del governo a prescindere dai fatti: se i conti non gli tornano non ci sar� amico che tenga. In quel caso, che ovviamente non mi auguro, il sindacato sapr� far valere la propria autonomia�.

            Epifani nella sua relazione non ha mai nominato la parola concertazione, dicendo cos� che quella stagione � finita. La prossima stagione come la chiamerete?

              �Concertazione � un termine che allude a un altro periodo, gli Anni Novanta, il risanamento prima e soprattutto. Oggi, anzi domani non sar� cos�. Io sono perfettamente d’accordo col segretario della Cgil nel dire no alla politica dei due tempi, prima il risanamento poi la politica sociale. Il tempo deve essere uno solo, lo stesso. Io penso a una sede… chiamiamola una sala macchine dentro la quale governo, sindacati, parti sociali affrontino le questioni dell’equit� sociale e della crescita economica�.

              Ma il governo dell’Unione avr� le stesse idee sul tema? A giudicare dalle posizioni dei partiti che la compongono non sembra.

                �Le differenze ci sono ma non mi sembrano insuperabili. Tuttavia io penso che abbia ragione Bertinotti quando dice che il governo dovr� avere un suo punto di vista, una sua linea come si diceva una volta da portare dentro quella sala macchine. Non la chiamerei programmazione che allude a tutt’altra epoca storica, ma certamente dovremo inventarci qualcosa di nuovo. Io penso a una sede nella quale si possa organizzare il pensiero del governo. Un fulcro di propulsione del programma composto dalle autorit� di governo ovviamente, ma anche dall’intellettualit� che ci circonda, dalle istituzioni regionali e locali�.

                Rischia di apparire come l’ennesimo pensatoio inutile, autorevole magari ma senza potere.

                  �Altro che senza potere, questo deve essere il nucleo del nuovo ministero dell’Economia reale che proponiamo nel Programma e che dovr� accorpare funzioni che oggi sono sparse tra un Ministero e l’altro. Le attivit� produttive, le liberalizzazioni, le politiche territoriali, il Mezzogiorno, i rapporti con le Regioni, l’innovazione tecnologica, la ricerca. Ecco, il pensatoio, ma io preferisco chiamarlo il fulcro, dovr� essere il cervello di questo Ministero�.

                  La riforma della contrattazione gi� divide i sindacati tra loro, divide i sindacati dalla Confindustria, forse divider� il governo da entrambi…

                    �Non voglio arrivare a dire che il governo futuro deve starne fuori ma sicuramente dovr� tenersi a distanza. L’obiettivo deve essere un’intesa tra le parti sociali�.

                    Per arrivare a quale modello di contrattazione?

                      �Sottovalutare il valore del contratto nazionale sarebbe un errore madornale, anche se un riequilibrio sulla produttivit� in favore della contrattazione decentrata potrebbe essere utile. Ma � una valutazione che posso fare oggi, perch� se invece fossi Ministro resterei in silenzio ad aspettare i risultati della trattativa�.