“Cgil” P.Baretta: no a un sindacato di governo

06/03/2006
    domenica 5 marzo 2006

    Pagina 18 – Economia e Finanza

    IL NUMERO DUE BARETTA: RESTIAMO INDIPENDENTI DALLE MAGGIORANZE POLITICHE

      La Cisl: no a un sindacato di governo

      Intervista
      Paolo Baroni

        ROMA
        �No al sindacato di governo e al sindacato a senso unico, s� a un patto di legislatura, ad un accordo quadro come nell’84 o nel’93, che possa far uscire il paese dall’attuale difficolt�. Con qualunque maggioranza�. A Pierpaolo Baretta, numero due in pectore della Cisl del dopo-Pezzotta, il congresso Cgil � piaciuto poco. �Hanno dato l’impressione di atteggiarsi a sindacato di governo, e questo � un errore grave. Sono caduti nella trappola della politica. L’autonomia non � neutralit� e non � indifferenza, per� non � nemmeno appartenenza�.

        Qualcuno li ha definiti il nono partito dell’Unione…

          �S�, la Cgil si � mossa come fosse il censore interno dell’Unione�.

          A voi della Cisl questo non sta bene?

            �Hanno fatto chiaramente campagna elettorale, non li seguiremo perch� siamo contrari al sindacato di governo. Tra l’altro quando sceglie di schiacciarsi su uno schieramento, come la Cgil ha gi� fatto in passato con l’Ulivo, il sindacato riduce la sua natura sociale. Invece l’autonomia del sociale � una grande risorsa�.

            Ieri per� Epifani ha precisato, e in parte si � corretto…

              �Ha fatto di tutto per spiegare che quello che � successo a Parma 5 anni fa con l’abbraccio tra Berlusconi e la Confindustria di Antonio D’Amato non era la stessa cosa avvenuta Rimini con Prodi. Non lo � nei contenuti, perch� questo � un altro schieramento, ma la metodologia politica purtroppo � la stessa. Una Cgil che decide di giocare in maniera univoca, rinunciando alla sua autonomia e al suo ruolo sociale, a mio modo di vedere sbaglia. E fa una scelta che non sar� priva di conseguenze�.

              Che tipo di ripercussioni prevede?

                �L’effetto del 2001 fu la spaccatura del paese. Oggi temo una frattura al rovescio, mentre il sindacato deve produrre accordi, lottare se serve, ma cercare di unificare. Schiacciarsi su una parte politica, al governo o all’opposizione, significa produrre divisioni. Il bipolarismo sindacale � un errore�.

                Epifani ha lanciato la proposta di �patto fiscale� che poi ieri ha ribattezzato �di legislatura�. Un’idea anche vostra.

                  �Per certi versi siamo contenti che la Cgil, dopo aver osteggiato il “Patto per l’Italia” abbia raccolto questo progetto. Il grande limite del patto della Cgil � che lo si propone ad una parte sola, mentre noi sosteniamo che un accordo quadro, se ci fossero le condizioni, andrebbe fatto con qualsiasi governo. Sar� il merito a deciderlo�.

                  Un patto per fare cosa?

                    �Per uscire dalle difficolt�. Il paese ne ha assoluto bisogno�.

                    Ma non � legittimo per la Cgil tifare per l’Unione?

                      �E’ legittimo per ogni cittadino tifare, non � legittimo che sia il sindacato a farlo e che usi la sua sigla per fare campagna elettorale. Perch� rappresenta milioni e milioni di persone che vanno tutelate di fronte a qualunque governo: bisogna essere liberi di litigare. Il nostro giudizio su questa legislatura � stato molto netto nella sua negativit�, non siamo stati neutrali: ma questo non vuol dire che apparteniamo ad una parte politica. Abbiamo gi� deciso che non faremo campagna elettorale per nessuno�.

                      Altra questione delicata, la riforma della contrattazione. Come valuta la posizione emersa dal congresso di Rimini?

                        �Premessa: nel patto di legislatura ci deve stare sicuramente tutta la partita fiscale, che � centrale, ma non pu� essere isolata dal contesto da temi come la redistribuzione del reddito ed il rilancio dell’economia. Per questo giudico deludente la parte sul riforma del contratto. Ci si dimentica infatti che la tutela dei salari avviene anche per questa strada. Questo rende urgente la riforma del modello contrattuale�.