Cgil, oggi il via libera allo sciopero

23/06/2003

 

 lunedì 23 giugno 2003
Pagina 31 – Economia
 
 
Il sindacato decide tempi e modalità delle due ore di protesta contro la riforma del mercato del lavoro
Cgil, oggi il via libera allo sciopero
Al direttivo il bilancio di Epifani su referendum e Patto

        ROMA – La Cgil riunisce oggi il suo direttivo, che ha un significato particolarmente importante. Tre i punti all´ordine del giorno: il sostegno al sì nel referendum per l´estensione dell´articolo 18 perso domenica, il «Patto per lo sviluppo» firmato giovedì con Confindustria, Cisl e Uil, la proposta di due ore di sciopero contro il decreto attuativo della riforma del mercato del lavoro. È con questi stessi tre punti che il leader, Guglielmo Epifani, ha fissato la traccia della linea sindacale della Cgil del dopo-Cofferati. Su due di essi ha suscitato la perplessità e la presa di distanza da parte dei «cofferatiani doc» in segreteria nazionale (Casadio, Ghezzi, Passoni, Maulucci), spiazzati dall´»alleanza» tra il leader e la sinistra che fa capo alla minoranza confederale di «Cambiare rotta» guidata da Giampaolo Patta e alla maggioranza della Fiom. Tale alleanza, più tattica che strategica, ha comportato una sorta di scambio tra il «sì» nel referendum (Patta e Fiom erano tra i promotori) e la firma dell´accordo con la Confindustria, che ha permesso a Epifani di segnare una sorta di discontinuità della sua gestione rispetto al predecessore, discontinuità che la Confindustria non ha mancato di sottolineare.
        Epifani, comunque, è riuscito a impedire che Cisl-Uil e Confindustria facessero formalmente riferimento, nel testo dell´intesa su innovazione, infrastrutture formazione e Mezzogiorno, al «Patto per l´Italia», che il 5 luglio 2002 la Cgil di Cofferati non firmò. Non solo: oggi Epifani dovrebbe tranquillizzare i «cofferatiani» sul rischio di un «patto a tre» fra sindacati, Confindustria e governo per «salvare» l´Italia, che attualmente si trova davanti a prospettive economiche più negative di quanto il governo faccia intendere. Una cosa infatti è l´apertura di un confronto, possibile, con il governo sul documento bilaterale sindacati-industriali, un´altra un´intesa a tre sul modello del Patto per l´Italia, che consegnerebbe la gestione del patto stesso unicamente al governo. Il «sì» nel referendum e la proclamazione dello sciopero di due ore è, d´altro lato, la dimostrazione che Epifani non ha alcuna intenzione di mollare la barra sul terreno della difesa dei diritti, terreno sul quale – nell´ultimo anno abbondante del suo mandato – Cofferati ha costruito la sua fortuna di leader.

        (r.d.g.)