Cgil, oggi il Nord-Est scende in piazza

05/07/2002



 venerdì 5 luglio 2002
     




Lo sciopero generale proclamato contro le ipotesi di modifica dell’articolo 18 e preparato da oltre 500 assemblee
Cgil, oggi il Nord-Est scende in piazza

In Friuli-Vg mobilitati 110 mila lavoratori anche di altre sigle. Manifestazioni nelle 4 province

UDINE – Si terrà oggi, in tutte le regioni del Nord-Est, lo sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la modifica dell’articolo 18 e preparato da oltre 500 assemblee cui hanno partecipato anche non iscritti al sindacato (che sono 110 mila in tutta la regione) o affiliati a Cisl e Uil.
I responsabili della Cgil di Trieste e di Udine, che l’altro ieri hanno illustrato contenuti e modalità della protesta in due diverse conferenze stampa, osservano che identica sarà l’articolazione dell’astensione dal lavoro, mentre distinti saranno gli appuntamenti in piazza: a Trieste è fissato – ha spiegato il segretario provinciale Valdi Catalano – per le 18 in piazza della Borsa, da cui partirà un corteo, mentre a Udine – ha precisato il segretario della Camera del lavoro, Natalino Giacomini – dalle 15 alle 17 si svolgerà un presidio davanti a palazzo Torriani, sede della locale Associazione degli industriali. A Gorizia e a Pordenone l’appuntamento è invece per le 10 del mattino davanti alle sedi delle associazioni imprenditoriali, mentre a Monfalcone, alla stessa ora, i lavoratori si raccoglieranno in piazza Repubblica.
Per quanto riguarda le modalità dello sciopero, sono state confermate le indicazioni anticipate ieri: per la maggior parte delle categorie, l’astensione dal lavoro sarà di quattro ore a fine turno, in linea di massima nel pomeriggio, ma per metalmeccanici ed edili sarà invece di otto ore. Per i dipendenti delle poste si protrarrà per l’intera giornata.
Banche e assicurazioni si fermeranno al mattino (le prime quattro ore), mentre il pubblico impiego e la sanità saranno interessate allo sciopero il pomeriggio. Altre categorie incroceranno le braccia nei giorni successivi: il 9 luglio, al mattino, sarà la volta delle ferrovie, l’11 del trasporto pubblico locale e il 12 del trasporto aereo, al pomeriggio. I servizi essenziali saranno garantiti, come di consueto.
Una nota congiunta di adesione allo sciopero è stata intanto diffusa dai responsabili regionali di Filcams e Uiltucs, i sindacati del settore commercio di Cgil e Uil. «Le proposte di deroga all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – vi si legge – sono inaccettabili e costituirebbero, se applicate, una grave lesione al principio del diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo, causando inoltre un’evidente disparità fra i lavoratori. Per questo – aggiunge la nota – è necessario continuare a respingere, anche con iniziative di lotta, la strategia di riduzione dei diritti che governo e Confidustria hanno da tempo messo in campo».
Come noto, un sostegno alla Cgil è stato espresso ieri anche dai Democratici di sinistra del Friuli-Venezia Giulia con una nota firmata dal segretario regionale, Carlo Pegorer. I Ds – vi si legge – ritengono inaccettabili le proposte del governo in materia di modifica dell’articolo 18 e denunciano i rischi di deregolamentazione del mercato del lavoro contenuti in questa e in altre proposte del governo.
«Preoccupati per le ulteriori divisioni che potrebbero determinarsi fra le organizzazioni sindacali con la firma di un accordo che si delinea come negativo, i Ds del Friuli-Venezia Giulia – aggiunge la nota – intendono operare perchè l’attuale divisione non si traduca in una lacerazione traumatica. Per questo i Ds, ricercando la più larga intesa nel centro-sinistra, hanno avanzato proposte (quali la Carta dei diritti, la riforma degli ammortizzatori sociali, la riforma del processo del lavoro) che offrano tutela dei diritti a ogni tipo di lavoro e consentano anche di offrire un terreno di ricomposizione unitario al movimento sindcale».