Cgil: nuove forme di lavoro, la legge Biagi va cancellata

25/02/2005

    venerdì 25 febbraio 2005

    sezione: ITALIA-LAVORO – pagina 21

    Cgil: nuove forme di lavoro
    La legge Biagi va cancellata

      ROMA • « Cancellare la legge 30 » . È quello che chiede la Cgil che ieri, con il suo segretario generale, ha anche proposto « un contibuto » al programma del centro sinistra. Ieri la Cgil ha dedicato un convegno alla legge Biagi avanzando le sue proposte.

      « Andare oltre la legge 30 — ha spiegato Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil — vuol dire assumere come forma tipica del lavoro il tempo indeterminato. E ridurre le altre forme dalle 49 previste nella legge a 7 8. Inoltre, intervenire sugli abusi delle collaborazioni lavorative, superare la distinzione tra lavoro subordinato, parasubordinato ed autonomo ( arrivando a un binomio economicamente dipendente ed economicamente indipendente), mettere un limite di tempo o di ripetizione ai contratti a termine, offrire tutele ai lavoratori delle aziende esternalizzate " inserendo il concetto di codatorialità" ».

      Anche sugli ammortizzatori sociali la Cgil ha da dire la sua. « L’obiettivo è difendere e riqualificare il lavoro, non agevolarne la fuoriuscita come prevede la 848 bis » .

        A concludere l’intervento Guglielmo Epifani che ha parlato della lettera scritta a Prodi: « Non vogliamo scrivere noi il programma dell’Unione né di altri schieramenti. Vogliamo dare il nostro contributo. Chiediamo ci possa essere un confronto e un tavolo per illustrare le nostre proposte » . Replica Maurizio Sacconi: « La Cgil anticipa già da ora i veti che porrebbe domani ad un Governo di centrosinistra. In questo modo, peraltro, dimostra di non dare priorità alla convergenza tra sindacati, in quanto, Cisl e Uil hanno condiviso la riforma del lavoro ».