Cgil: “Non ci sono risorse per garantire 13 ore nei negozi”

03/01/2012

AREZZO – "Tra le molte preoccupazioni che genera il decreto Monti c`è anche quella sugli orari di apertura del commercio". Filcams e Cgil di Arezzo guardano con preoccupazione al 2012. "Il rischio è quello di una dilatazione delle aperture con danni evidenti all`intero sistema: ai lavoratori, alle piccole imprese, ai consumatori. E, elemento non certo secondario, alla stessa organizzazione delle città". Filcams e Cgil elencano i motivi di opposizione all`ampliamento degli orari. "Ci saranno riflessi negativi sul piccolo commercio, soprattutto quello di vicinato. E la concorrenza tra piccola e grande distribuzione ha, ovviamente, una vincitrice certa e si accompagnerà ad un impoverimento dei centri storici e dei centri commerciali naturali. Nessuna piccola azienda o negozio a conduzione familiare sarà in grado di garantire 13 ore quotidiane di apertura. Non ci sono le risorse per farlo. Sempre che qualcuno non pensi ad un ulteriore aggravamento della precarizzazione del lavoro con contratti che rendono sempre più incerto il futuro dei giovani". Il sindacato teme anche il progressivo assottigliarsi dei margini di confronto a livello locale. "Qui non siamo di fronte ad un problema che interessa soltanto dipendenti e commercianti. In gioco c`è anche il futuro dei centri cittadini che rischiano un progressivo svuotamento.
Per questa ragione intendiamo valorizzare al massimo la possibilità di confronti a livello locale. La norma indica in 90 giorni il tempo disponibile per la discussione tra le parti sugli ordinamenti comunali. A tutti gli enti locali chiederemo immediatamente l`inizio di un confronto che non disperda e renda vano il patrimonio di concertazione fino ad oggi accumulato. I nostri obiettivi rimangono quelli di sempre e cioè uno sviluppo armonico del sistema commerciale che valorizzi il tessuto commerciale locale e diffuso nonché la professionalità ed i diritti dei lavoratori. Nessuno, oggettivamente, può pensare che in questo periodo di gravissimi crisi, il rilancio dei consumi possa passare attraverso il semplice ampliamento degli orari di apertura". Anche Confcommercio interviene sulla questione. ""In questa situazione, che cercheremo in ogni modo di correggere, diventano indispensabili scelte coordinate della categoria – spiega Anna Lapini – E imprescindibile infatti che di fronte a tendenze liberalizzatrici il settore riesca a dare risposte uniformi. È assolutamente da evitare il caos di città all`interno delle quali non ci sia certezza sugli orari di apertura degli esercizi, con un`attività aperta e magari quella accanto chiusa in determinate fasce orarie. Mentre ci stiamo organizzando per correggere una normativa che non ci piace, cercheremo immediatamente di coordinarci per adottare politiche di apertura più omogenee possibili".