Cgil: meglio Rodotà che la bozza dell’Unione

02/02/2006
    mercoledì 1 febbraio 2006

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    LAVORO - «Precariare stanca», più avanzata delle proposte del centrosinistra, conquista anche l’area dei moderati

      Svolta Cgil, meglio Rodotà che la bozza dell’Unione


        ANTONIO SCIOTTO

          Parte in quarta la raccolta di firme per la proposta di legge «Precariare stanca» – primo a siglarla Stefano Rodotà – e comincia a spostare consensi anche dentro la Cgil. Stando ai semplici contenuti della legge, la cosa è quasi ovvia, dato che le nuove norme contro la precarietà ricalcano quasi completamente le riforme proposte unitariamente dal sindacato. Ma certo, se ci mettiamo dal punto di vista dei partiti, con un’organizzazione strutturata su «appartenenze» e «casacche» come la Cgil, sorprende vedere le firme di molti segretari di area d’alemiano-fassiniana sotto le proposte di una «zona» più radicale, che comprende la sinistra Ds di Fabio Mussi, Gloria Buffo, Giovanni Berlinguer, e sindacalisti Cgil come Gianni Rinaldini (Fiom), Paolo Nerozzi, Enrico Panini (Flc), Carlo Podda (Funzione pubblica), Betty Leone (Spi). Ma anche intellettuali e personaggi come Luciano Gallino, Tullio De Mauro, Rita Borsellino, Don Luigi Ciotti, Carla Fracci, Massimo Ghini. Tra le firme che in Cgil spostano momentaneamente la propria «area» di riferimento, si distinguono quelle di diversi segretari generali di categoria: Ivano Corraini (Filcams, commercio), Emilio Miceli (Slc, telecomunicazioni), Alberto Morselli (Filcem, chimici ed elettrici), Emilio Viafora (Nidil, atipici). Si aggiungono anche Claudio Treves (dipartimento mercato del lavoro) e Morena Piccinini (segretaria confederale). La firma in calce alla proposta Rodotà (che più avanti ovviamente esporremo) indica chiaramente che sui temi del lavoro e sulla legge 30, rispetto alle flessibilità tollerate in passato e oggi riproposte con qualche maquillage dal centrosinistra, non tutta la maggioranza Ds la vede allo stesso modo. E i big della Cgil non contano poco nel partito guidato da Fassino.

            I punti di maggiore divergenza tra il programma dell’Unione e le proposte di «Precariare stanca» stanno nella quota di flessibilità che si vuole lasciare nei prossimi anni in Italia. Innanzitutto l’abrogazione della legge 30, chiesta da Rodotà & company, «glissata» dall’Unione. Ma la differenza di sostanza riguarda le innovazioni da introdurre. Sui cocoprò, ovvero le collaborazioni a progetto: «Precariare» punta a eliminare completamente queste figure, riformando l’articolo 2094 del Codice civile, e lasciando in piedi solo il lavoro dipendente e quello autonomo; al contrario, il programma dell’Unione mantiene i cocoprò, pur riconoscendo il principio che «il loro lavoro non deve costare meno di quello stabile». A distinguere i collaboratori dai dipendenti, lo ricordiamo, non sono solo differenze salariali (sia nei compensi netti che nei contributi), ma anche tante tutele contrattuali e di legge (come l’articolo 18).

              C’è poi la differenza sui contratti a termine: «Precariare» propone comunque che ciascuna forma flessibile sopravvissuta alla riforma del codice civile debba «costare di più», e precisamente il 10% in più, del lavoro stabile. Sui contratti a termine, sia «Precariare» che il testo dell’Unione reintroducono le causali e le percentuali limite, ma «Precariare» aggiunge un obbligo importante: i lavoratori che facciano con la stessa azienda almeno 18 mesi, anche non continuativi, nell’arco di 5 anni, devono essere assunti a tempo indeterminato.

                «Precariare» chiede esplicitamente che tutti i lavoratori precari del pubblico impiego (sono calcolati in 300 mila, cococò inclusi) debbano essere stabilizzati. Punto assente nel programma dell’Unione, che dispone però che i servizi costituzionalmente garantiti non possano essere esternalizzabili. Entrambi i «programmi», infine, dispongono che le imprese che esternalizzano lavoro debbano conservare la responsabilità rispetto ai lavoratori ceduti. «Precariare stanca» si prepara a un tour nelle città d’Italia, sito Internet: www.precariarestanca.it.