Cgil lombarda ritira la firma all’intesa con gli artigiano

27/02/2001

Il Sole 24 ORE.com

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    Cgil lombarda ritira la firma all’intesa con gli artigiano

    Guido Palmieri
    MILANO. Rischia di aprirsi un nuovo fronte di tensione all’interno del sindacato con ripercussioni sull relazioni tra le parti più in generale.È scoppiato ieri il caso Lombardia: la Cgil ha, infatti, ritirato la firma sull’accordo regionale dell’artigianato siglato il 2 febbraio da tutte le sigle confederali e da Confartigianato, Cna, Casa e Claai.
    L’intesa delle scorse settimane, raggiunta dopo oltre un anno di trattative, definiva le regole generali per la contrattazione di secondo livello oltre agli assetti degli enti bilaterali che operano su vari versanti (dalla formazione all’assistenza alla sicurezza) e alla possibilità di far decollare in Lombardia il sistema di previdenza complementare (Artifond). Dall’inizio del mese sono stati sottoscritti nove accordi di categoria.
    Il dietrofront della Cgil lombarda è arrivato inaspettato anche perchè, nella fase conclusiva del negoziato, non si erano evidenziati dissensi. Il successivo ripensamento ha una motivazione. l’accordo con le associazioni artigiane scardina il modello basato sulla contrattazione nazionale e punta troppo sulle intese decentrate e di periferia. Insomma è fuori linea rispetto alla posizione della Cgil. La sollevazione contro l’intesa firmata dalla Cgil regionaleè partita dalle sdi territoriali della Lombardia per poi trasferirsi nel quartier generale di Roma al punto che si sussurra di un Sergio Cofferati «infuriato» per quella sigla. Tanto più – dicono alla Cgil – ci si trova d’accordo con la Confartigianato che ha già disdettato l’intesa del 23 luglio.
    Venerdì scorso la decisione della Cgil lombardia che ha dovuto incassare le critiche e osservazioni a tutti i livelli organizzativi e fare retromarcia: una scelta giustificata con la «carenza di una corretta informazione preventiva sui contenuti dell’accordo che ha generato una sottovalutazione delle sue gravi implicazioni». Troppo spazio alla contrattazione di secondo livello con tutto quanto comporta per la linea della Cgil impegnata nella difesa degli accordi nazionali.
    Ma c’è un altro aspetto che rischia di fare da detonatore. Riguarda la distribuzione delle risorse nel caso degli enti bilaterali che, dopo l’intesa, sono divisi al 50% tra azienda e lavoratori. Un bel pasticcio anche perchè l’intesa continua a essere valida e – secondo quanto riferiscono alla Cgil – c’è il pericolo che per annullarla l’unica strada sia quella del ricorso alle vie giudiziarie.
    Nessun ripensamento, invece, da parte di Cisl e Uil. «Per la Cisl – dice il segretario regionale Carlo Borio – non cambia assolutamente nulla.
    Gli accordi dell’artigianato rappresentano un punto fermo per 200mila lavoratori e colmano un deficit di rappresentanza che ha contraddistinto questo comparto. Sono accordi che hanno portato alla firma di nove contratti di settore, bloccati da anni che sanciscono, anche nelle imprese artigiane, l’apertura per i lavoratori di una nuova stagione dei diritti e delle tutele sindacali. Questo è ciò che conta e che ci importa».

    Martedì 27 Febbraio 2001

 
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