Cgil, la prima della Camusso Con i giovani, contro il governo

23/11/2010

Oggi sono precari, in seguito avranno pensioni da fame, o gli si dà un futuro oppure dovremo assistere a un gigantesco programma di assistenza sociale. Perché nessun Paese sipuò permettere una o due generazioni sotto il livello di sussistenza. Debito economico, debito sociale:così Susanna Camusso definisce il peso caricato sulle spalle dei giovani italiani, disoccupati o senza un lavoro stabile, condannati a vivere peggio dei genitori per la prima volta dal dopoguerra. Sabato mattina i riflettori si accenderanno su di loro, a Roma, con i due cortei promossi dalla Cgil, una manifestazione che si annuncia «imponente», dice il segretario organizzativo Enrico Panini.
O SI CAMBIA O AL VOTO
È una manifestazione nata prima della crisi di governo – aggiunge la segretaria generale – e ora va fatta a maggior ragione». La maggioranza è in crisi anche per non aver voluto affrontare i problemi della recessione. «È ora di cambiare l’agenda politica. In alternativa è meglio andare al voto, chiedere ai cittadini che cosa pensano». Nell’agenda, per la Cgil, devono esserci il lavoro, i diritti, i giovani e le giovani: alle donne la mobilitazione di sabato dedica un’attenzione speciale visto che pagano due volte. «La loro condizione è la misura della democrazia di un Paese», dice Camusso. Vale per l’Italia e per il resto del mondo: dal palco di piazza San Giovanni, insieme a lavoratrici e precarie, parlerà una donna afghana. La manifestazione nazionale è l’ottava dal 2008, tre da allora sono stati gli scioperi generali: Camusso non dice se -come chiede la Fiom -la Cgil è pronta a proclamarne un altro. «Se
non avremo le risposte che chiediamola mobilitazione continuerà», si limita a rispondere.
Sabato sarà il giorno in cui la sindacalista esordirà in piazza da segretario generale. Ed è anche il giorno in cui Corso d’Italia si misurerà con quello che, secondo alcuni, è il suo punto debole, una contraddizione: la partecipazione dei giovani alla Cgil, inferiore a quella dei pensionati. Anche ieri, in conferenza stampa, a Camusso e a Panini è stato chiesto di rendere conto. «Se si vuole capire la composizione degli iscritti alla Cgil basta guardare il Paese – ha risposto Camusso -. L’Italia invecchia rapidamente», non c’è da stupirsi se al sindacato sono iscritti moltissimi pensionati. Peraltro non sono un peso per la Cgil, «siamo convinti che dobbiamo difendere chi ha lavorato per una vita e che ora è pensionato» e che, di fronte al precariato galoppante, spesso rappresenta l’ammortizzatore più efficiente.
PADRI E FIGLI No dunque, alla frattura tar generazioni, a chi vuole mettere contro padri e figli. Da dieci anni gli iscritti attivi in Cgil crescono più dei pensionati, viene spiegato. Quanto ai più giovani «gli ultimi dati giunti all’organizzazione relativi a 47 camere del lavoro (complessivamente1 milione 200mila iscritti su quasi 6 milioni) dicono che gli under 35 sono il 22% degli iscritti», precisa Panini. Ed è cominciata in corso d’Italia l’operazione quote: l’ultimo congresso ha stabilito che un quinto degli organismi dirigenti debba essere composto under 33. Sono oltre 2100 i pullman già organizzati, trasporteranno 120 110-120 mila persone; 13 i treni speciali. Sono gli unici numeri che vengono dati, «sono in crescita – afferma Panini – la risposta sarà consistente anche dalla città di Roma, la manifestazione imponente ». Se il sindacato di Corso d’Italia manterrà la parola, da piazza San Giovanni sabato verrà un esempio
che si spera sarà seguito: non saranno diffuse cifre sulla partecipazione. «Non ci lanceremo in questo gioco un po’ fastidioso che sminuisce il valore delle cose e del lavoro che c’è dietro, vogliamo sottrarci a questo circo Barnum -annuncia Camusso-. Abbiamo la certezza che sarà una grande manifestazione e credo che tutti avranno modo di vederlo sui volti delle donne e degli uomini». Molte le adesioni già arrivate da associazioni, partiti, dal mondo della cultura e dello spettacolo. Quali forze politiche saranno presenti? «Noi non abbiamo chiesto ad alcun partito di intervenire – risponde Camusso -. Partecipa chi vuole. Non è il luogo delle passerelle di nessuno».