“Cgil” «Insieme per ricostruire il Paese»

02/03/2006
    gioved� 2 marzo 2006

    Pagina 3 – IL CONGRESSO DELLA CGIL

    �Insieme per ricostruire il Paese�

      Epifani apre il congresso della Cgil proponendo al futuro governo un accordo di legislatura
      per tutelare i redditi delle famiglie e avviare una fase di investimenti e di crescita

        di Felicia Masocco inviata a Rimini

          IMPEGNO – Dopo il fallimento, la ricostruzione, e dopo le elezioni un �accordo di legislatura� con il governo che verr�. Con l’auspicio che sia di centrosinistra se non altro perch� con questa destra si � visto come � andata. Aprendo il quindicesimo congresso della Cgil ieri a Rimini Guglielmo Epifani ha chiesto a tutti i leader oggi all’opposizione di assumere una responsabilit� che ha definito �storica�, cio� lavorare perch� il paese il 10 aprile riesca a voltar pagina e se l’obiettivo verr� centrato toccher� a Romano Prodi e alla sua squadra �assicurare la ricostruzione con seriet� e rigore�.

            Guardando a sinistra i presupposti per il patto ci sono, Epifani premette che non tocca al congresso dire che cosa c’� o cosa manca nel programma dell’Unione, �ma ora che � stato varato – afferma – la Cgil pu� trovarvi una risposta positiva� a quella lettera che un anno fa part� da Corso d’Italia all’indirizzo di Prodi esprimendo preoccupazione e chiedendo �un programma di radicale cambiamento�.

              Il rilancio del paese a colpi di riduzione di tasse ed elargizioni di premi fiscali verso patrimoni e rendite e con la riduzione dei diritti del lavoro per Guglielmo Epifani �� fallito�. Cinque anni sono andati persi ora c’� un bivio �o il Belpaese opera un cambiamento profondo oppure resta indietro�. Moltissime le cifre citate dal segretario nella relazione di 22 pagine ma quella che le raccoglie tutte � arrivata in diretta: il Pil nel 2005 si � attestato sullo zero tondo, �una notizia che non avremmo mai voluto avere�.

                Riprogettare il paese ripartendo dal lavoro per la Cgil non � un’opzione tra tante ma una scelta che si impone. L’ossatura pu� essere il �patto fiscale� di cui molto si � discusso nella campagna congressuale: in sintesi, si tratta di reperire risorse da destinare agli investimenti, all’istruzione, al welfare. Paghi ora chi non ha pagato prima e chi pi� ha pi� paghi, dice in buona sostanza. Per il prossimo governo � una sfida. �Ma il primo passo potrebbero farlo i sindacati – se Cisl e Uil fossero d’accordo – chiedendo al governo che uscir� dalle elezioni un confronto in questa direzione e arrivare a negoziare l’accordo di legislatura�. � chiaro tuttavia che per la Cgil nel patto non c’� spazio per la politica dei due tempi, cio� prima il risanamento e poi il resto.

                  Savino Pezzotta e Luigi Angeletti diranno la propria oggi. Sul patto proposto da Epifani, ma anche sulla riforma del modello contrattuale, tema che rischia di nuovo di arroventarsi. �Non servono scorciatoie�, ha detto Epifani rivolgendosi ai colleghi chiamati a prendere posto sul palco, ma �bisogna avere pazienza e riprendere il filo della ricerca unitaria�. Ancora: �Trattare senza merito condiviso non ha senso. Espone il sindacato a rischi di accordi separati o al fallimento del confronto, sottrae ai lavoratori la possibilit� di condividere una proposta di riforma e di convalidare la scelta�.

                    Alla Confindustria, cui pure viene riconosciuto un diverso atteggiamento verso la Cgil, Epifani rimprovera l’insistenza con cui batte sui contratti, con il risultato che � rimasto bloccato tutto il lavoro comune di questi anni. Si sappia comunque che il maggiore sindacato continuer� a difendere il contratto nazionale. Detto questo, c’� la disponibilit� a continuare il confronto sapendo che �nella logica del tutto o nulla, ci ritroviamo il nulla�.

                      Epifani interviene anche sulla querelle Enel- Suez : �Se il ministro Tremonti si ispira a Colbert e al protezionismo, non ha poi titoli per lamentarsi del paese dove il colbertismo � nato ed ha lasciato segni che arrivano fino ai giorni nostri�, dice. E restando in tema di politica industriale, arriva al ministro Maroni, ma anche al Lingotto, un chiaro monito: �Non ha alcun senso che si parli di licenziamenti alla Fiat�.

                        Milleduecento i delegati ad ascoltare, foltissima la delegazione dei politici. Ascolta lo stato maggiore del centrosinistra e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che Epifani colloca tra le perone “serie” del governo e che la platea finisce con l’applaudire dopo aver represso a fatica i mugugni. Davanti a loro ribadisce la necessit� di riportare il lavoro al centro di una nuova politica industriale e di sviluppo; di puntare sulla ricerca, sulla formazione e su una scuola che metta in soffitta la riforma Moratti. Da archiviare � anche la Bossi-Fini. E a proposito di emigranti, � proprio quando il leader della Cgil propone lo “ius soli”, cio� il diritto di cittadinanza ai figli di lavoratori immigrati, che scatta il primo forte applauso della platea. Un altro si sente quando Epifani afferma che la legge 30 va �superata�. � necessario �andare oltre, ribaltarne la filosofia�: tutte le norme che precarizzano il lavoro vanno cancellate come anche quelle che favoriscono la destrutturazione dell’impresa e indeboliscono la contrattazione collettiva. Il contratto a tempo indeterminato deve tornare ad essere la forma normale di lavoro.

                          Un programma davvero impegnativo, del resto riprogettare, ricostruire il paese � un obiettivo ambizioso. �Certo non sar� sufficiente una politica di cento giorni, ce ne vorranno tremila. E ci vorr� costanza , unit� e coraggio�.

                            A proposito di unit�. Il congresso che si � aperto ieri � da dodici anni in qua il primo che non si svolge su mozioni contrapposte. Un risultato che Epifani non nasconde di voler capitalizzare suggerendo �ogni sforzo perch� si possa chiudere nel segno dell’unit�. Pur riconoscendo �i pluralismi�, sarebbe una �conclusione logica�.