Cgil in piazza per lavoro e giovani

23/11/2010

Per sollecitare un «radicale cambio di marcia» nella politica del governo che rimetta al centro i giovani e il lavoro, la Cgil ha organizzato sabato prossimo, 27 novembre, una manifestazione nazionale a Roma.
La leader Susanna Camusso ha spiegato che sono previsti 2.100 pullman per circa 110-120mila persone e 13 treni speciali, ma la Cgil non fornirà numeri sulla presenza in Piazza San Giovanni dove si svolgerà il comizio finale, per evitare la solita guerra di cifre: «Serve un’agenda politica differente da quella che c’é stata finora e che individui un futuro per questo Paese – ha detto Camusso in una conferenza stampa – cosa che non vediamo nelle ultime scelte, legge di stabilità inclusa. È ora che si cambi davvero questa agenda, se non si è in condizioni di farlo meglio andare al voto». Cautela sull’eventuale sciopero generale sollecitato dalla Fiom e dalla minoranza interna: «Lo valuteremo anche in base alla situazione – ha aggiunto –. Il 27 novembre è una scadenza molto importante, poi considereremo quale continuità dare».
Lo slogan della manifestazione è "il futuro è dei giovani e del lavoro", nella piattaforma si chiede il finanziamento per il 2011 e il 2012 della cassa in deroga, la riforma degli ammortizzatori sociali per assicurare la copertura a giovani, precari, donne con norme che non discriminino tra lavoratori per settori o dimensione di impresa. Tra le priorità «un grande piano per il lavoro», con investimenti nella pubblica amministrazione destinati a istruzione, ricerca e sanità. Sul fisco la Cgil propone di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie (dal 12,5% al 20%), introdurre un’imposta oltre gli 800mila euro, rivedere l’Irpef incrementando le detrazioni da lavoro dipendente e allineando la detrazione da pensione a quella da lavoro dipendente. Dalla Cgil viene bollato come «un gravissimolla contrattazione» l’accordo separato di Pomigliano con la Fiat, non firmato dalla Fiom.
Intanto nell’avvio il confronto su Fabbrica Italia si registra un impasse. Ieri la Fiat ha confermato la «piena disponibilità» senza tuttavia fissare una data per l’incontro con tutti i sindacati sul futuro dello stabilimento di Mirafiori, come sollecitato sabato scorso dal leader della Cisl con un ultimatum di 8 giorni. Per Raffaele Bonanni la disponibilità della Fiat è «positiva», l’auspicio è che «la trattativa si apra nei prossimi giorni per fugare le incertezze ed ogni equivoco, avviando una discussione concreta sui programmi di investimento». Per la Fim-Cisl il mancato consenso della Fiom «non può essere ragione di ulteriori incertezze o di scelte inutilmente destabilizzanti il sistema contrattuale vigente» che «è assolutamente in grado di sostenere le esigenze» della Fiat. Per il Lingotto le deroghe concordate tra sindacati (eccetto la Fiom) e Federmeccanica non sono sufficienti per mettere al riparo l’investimento Fabbrica Italia da possibili contenziosi, bisogna trovare soluzioni per assicurare la tenuta. Tra le ipotesi c’è anche il contratto specifico dell’auto che però viene bocciato dai principali sindacati.