Cgil in piazza: ha scioperato il 70%

24/02/2003

22 FEBBRAIO 2003

 
 
Pagina 34 – Economia
 
 
Fermata dal lavoro di 4 ore ieri contro il declino industriale e l´inerzia del governo. Cisl, Uil e D´Amato: adesione del 20-30%
Cgil in piazza: ha scioperato il 70%

Epifani:ora scatto d´orgoglio di tutto il sindacato.Confindustria: fallimento
          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – «Un successo al di là delle previsioni, i lavoratori hanno compreso la portata del problema del declino industriale», dice la Cgil. «Un fallimento, rischiamo di indebolire l´arma dello sciopero», ribattono Cisl e Uil, «un´iniziativa inutile», sostiene la Confindustria. Lo sciopero generale dei settori industriali contro il declino del Paese e la mancanza di una politica industriale proclamato dalla Cgil (tutti quattro ore, otto i metalmeccanici e l´Abruzzo) dà origine a un nuovo braccio di ferro tra la Cgil e Cisl-Uil-Confindustria sulle cifre di adesione.
          Le valutazioni sono distantissime: il 70-75% medio per la Cgil, con punte del 90-95% (ma il 100 nell´azienda del presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, e tra il 50 e il 70 nelle fabbriche Fiat di Torino), il 25-30% per gli altri due sindacati confederali e gli imprenditori. Lo sciopero, che ha comportato anche la presenza di migliaia di lavoratori in più di cento piazze d´Italia (25mila a Torino, 20mila a Pescara con Epifani, 20mila a Milano, 15 mila a Venezia, 10-12mila a Firenze e a Bologna…), cade a quattro giorni dall´incontro in Confindustria sulla politica industriale tra i sindacati e gli industriali. A questo proposito, il leader della Cgil chiede a Cisl e Uil «uno scatto di orgoglio del sindacalismo confederale» per potersi presentare di fronte alla Confindustria perlomeno con «un comune giudizio sulla crisi e sui modi di uscita». Se sarà così, «potremo ricominciare a camminare insieme», aggiunge Epifani, che giudica «un peccato l´assenza di Cisl e Uil a questo sciopero».
          Sull´altro fronte, il direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi, parla di sciopero politico e prevede che «di questo passo Epifani farà gli scioperi da solo». Il presidente degli industriali di Napoli, Tommaso Iavarone, lo definisce addirittura «illegittimo». La Federmeccanica ribadisce che si riserva di applicare le sanzioni previste nei confronti dei lavoratori metalmeccanici che hanno scioperato in deroga alla moratoria (tre mesi di ritardo nell´erogazione dell´eventuale vacanza contrattuale).
          Nel frattempo, il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, che sposa la tesi sulla «crisi» del ministro Antonio Marzano («non c´è declino industriale, ma soltanto una fase di svolta e trasformazione del sistema produttivo»), risponde in questo modo all´appello di Epifani: «Se sarà possibile incontrarci con la Cgil ci incontreremo, altrimenti ognuno procederà pr la sua strada. Sennò viviamo l´angoscia dell´attesa e io non sono Godot». Per Pezzotta, il tavolo con la Confindustria che si apre martedì «è un fatto molto importante, segno di un metodo e di un modo di fare sindacato: per la prima volta, peraltro, dopo tanti anni, la Confindustria accetta un confronto sull´insieme delle situazioni di difficoltà del sistema industriale». La risposta della Uil a Epifani è affidata al vicesegretario Adriano Musi. Dopo che il leader Luigi Angeletti ha paragonato lo sciopero della Cgil alla «guerra preventiva», un paragone che non ha divertito i vertici della confederazione di corso Italia – Musi usa toni più concilianti: «I problemi si affrontano e si risolvono insieme, non scioperando da soli: si è persa un´occasione».