“Cgil” Il patto fiscale compatta i sindacati

03/03/2006
    venerd� 3 marzo 2006

    Pagina 41 – Economia

      Al congresso della Cgil evitata la polemica sulla riforma dei contratti, se ne riparla dopo il voto

        Il patto fiscale compatta i sindacati
        via libera di Cisl e Uil a Epifani

          Va avanti il dibattito sul protocollo del �93 ma la confederazione riesce a superare le tensioni
          Angeletti: i lavoratori devono essere risarciti Pezzotta: il confronto allargato su tutti i temi

            dal nostro inviato
            Roberto Mania

              RIMINI – Il patto fiscale ravvicina Cgil, Cisl e Uil mentre si stempera la polemica sulla riforma dei contratti. Tutto � rinviato al dopo elezioni. Guglielmo Epifani aveva proposto di usare molta �pazienza� per non pregiudicare il confronto sul modello contrattuale, e ieri i leader di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, davanti ai delegati al 15� congresso della Cgil, hanno evitato accuratamente lo scontro. Nessuna marcia indietro, sia chiaro; ma nessuna volont� di accentuare le differenze. Fino alla proposta hard di Angeletti di �lasciar perdere� data l�impossibilit� di trovare una mediazione tra l�impostazione della Cgil e quella delle altre due confederazioni. Ma cos� – ha detto Pezzotta – si rischia di �confondere la pazienza, che � una virt�, con l�immobilismo�. La Cisl certo non molla sull�idea che il protocollo del ‘93 �sia ormai vecchio� e che si debba dare pi� forza al contratto aziendale o decentrato, senza abolire quello di livello nazionale, ma non lancia pi� ultimatum come fece solo qualche mese fa, a luglio, al suo congresso, minacciando di andare da sola alla consultazione dei lavoratori. Ora la prospettiva � diversa perch� l�appuntamento elettorale mette in stand by le possibili tensioni. E quello di Pezzotta � apparso anche una sorta di testamento politico (lascer� l�incarico tra maggio e giugno), il che spiega il suo soffermarsi sul ruolo che il sindacato pu� ancora avere nel riscatto dei pi� deboli, oggi concentrati soprattutto nel continente africano.

              Sul patto fiscale di legislatura proposto da Epifani, la sintonia tra sindacati � a portata di mano, al di l� di qualche distinguo.

              Anche Angeletti ammette che dopo il �disastro economico e sociale� provocato dalla politica di Berlusconi, l�unica leva sui cui si pu� agire � quella fiscale. �I lavoratori – dice – devono essere risarciti�. Per questa ragione – aggiunge – resta perplesso per l�uso della parola �patto� dal momento che presuppone uno scambio, mentre �i lavoratori non hanno pi� nulla da scambiare�. Ma, dato che Epifani, proprio per questo, ha voluto aggiungere al patto l�aggettivo �fiscale� anzich� quello �sociale� le posizioni tra Cgil e Uil appaiono molto vicine. D�altra parte, pure la Cisl, al suo congresso, aveva lanciato un patto di legislatura per la ripresa economica. Diversamente dalla Cgil, per�, pensa che si debba allargare anche alle politiche contrattuali con l�obiettivo di riscrivere le regole introdotte nel ‘93. E� qui emergono le differenze. Con la Cgil che non intende depotenziare il contratto nazionale (�chi pensa di farlo, in nome della modernizzazione, si deve dare una leggera calmata�, ha detto il segretario confederale Carla Cantone�); con la Cisl che ha la linea espressa da Pezzotta e, infine, con la Uil che sposa l�estremismo �salarialista� con gli aumenti in base all�inflazione reale nonch� sulla retribuzione netta e la distribuzione della produttivit� a livello aziendale.

                Ormai se ne parler� con il prossimo governo. Una situazione – nel caso dovesse vincere il centrosinistra – che il responsabile del programma dei Ds, Pierluigi Bersani, immagina cos�, data la sintonia (�senza precedenti con i sindacati�): �Con un governo di lotta per sanare la situazione economica e sociale e un sindacato di governo�.