CGIL, il governo pensa ad altro

22/03/2010

Il governo continua a pensare ad altro. La crisi morde, le ore di cassa integrazione non arrestano la loro corsa, cresce il numero dei disoccupati e delle imprese che minacciano di chiudere o di trasferirsi all’estero. Ma il governo non ha trovato ancora nessun tipo di risposta credibile. È per questo che la CGIL ha deciso di proseguire con le sue mobilitazioni di denuncia e di richiesta di interventi seri. Le parole d’ordine dello sciopero generale del 12 marzo scorso sono infatti ancora tutte valide e sono state rilanciate anche durante il presidio organizzato la scorsa settimana dalla confederazione guidata da Guglielmo Epifani davanti a Montecitorio in occasione dell’intervento del ministro Tremonti alla Camera. La CGIL denuncia prima di tutto il disinteresse del governo e delle forze di maggioranza per i problemi reali del paese, come ha detto durante il presidio davanti a Montecitorio, Salvatore Barone, responsabile del dipartimento settori produttivi della CGIL. Si continua a nascondere una realtà fatta di oltre un miliardo e 200 mila ore di cassa integrazione, dall’inizio della crisi con stipendi da 750 euro al mese. È necessario “mettere la crisi al centro dell’agenda politica”, ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom durante il suo intervento nel quale si è parlato anche molto delle principali vertenze metalmeccaniche. “Per troppo tempo – ha detto il segretario ella Fiom – le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici e di altri settori industriali si sono sentiti isolati. E va detto, a questo proposito che le forme di lotta anche drammatiche che hanno punteggiato questi mesi sono in parte dovute al senso di isolamento e alla assoluta mancanza di visibilità avvertiti dai lavoratori dentro la crisi”. È necessario quindi costruire una vera politica industriale che, sempre secondo Rinaldini, non potrà non partire dal blocco dei licenziamenti.
Il problema dunque, come hanno sostenuto tutti (lavoratori, sindacalisti e politici del centro sinistra) è proprio una nuova politica industriale e una nuova politica economica in generale. Bisognerebbe quindi chiudere finalmente la fase dei rinvii e passare al varo di provvedimenti concreti. “La montagna ha partorito un topolino”. Così Susanna Camusso, segretaria CGIL, ha intanto commentato, il via libera del governo al dl che finanzia il fondo incentivi a sostegno dei settori in crisi.