“Cgil” Il dilemma del governo amico

02/03/2006
    gioved� 2 marzo 2006

    Pagina 4- Primo Piano

    LA PLATEA - MOLTI CONSENSI E QUALCHE PREOCCUPAZIONE IN VISTA DEL VOTO

      Il dilemma del governo amico
      �Il rischio � di legarsi le mani�

        retroscena
        Riccardo Barenghi

          RIMINI
          Il governo che verr� sar� un governo amico del sindacato? Forse lo sar�, comunque la Cgil di Guglielmo Epifani ci spera, ci punta, ci scommette. E nell’attesa si avvantaggia e delinea un sindacato amico del governo che verr�, se verr�. Con alcune condizioni ovviamente: se cio� Prodi e tutti gli altri faranno quello che hanno scritto nel Programma, integrato e rafforzato da quel che lo stesso Epifani ha spiegato qui a Rimini. Un’apertura di credito, anzi di pi�: tanto che il leader della Cgil si spinge a proporre a Prodi un patto di legislatura. Cinque anni di rapporto stretto, contrattato, magari conflittuale a volte ma comunque amichevole. Vedremo domani cosa il leader dell’Unione gli risponder�, ma non � difficile immaginare che incasser� il credito e pure con una certa soddisfazione.

          Soddisfazione che ieri hanno espresso tutti gli altri del centrosinistra, Fassino, D’Alema, Treu. E soprattutto Fausto Bertinotti, che ha parlato della relazione di Epifani come di �un’ottima traccia per il discorso di investitura del presidente del Consiglio della prossima legislatura�, appunto Prodi. Il segretario di Rifondazione, nato e cresciuto nella Cgil ma sempre nella minoranza interna, spesso all’opposizione, stavolta si trova in forte sintonia con la relazione di un segretario generale, almeno dal punto di vista di politica generale. Pensa che Epifani abbia fatto un discorso �di sinistra, socialdemocratico nel suo senso pi� classico: fa un’analisi impeccabile della societ� italiana, mette fuori campo le politiche centriste, quelle che vogliono salvare una parte del berlusconismo. Insomma un discorso unionista, perch� � un discorso da leader delle Union e perch� in forte sintonia con l’Unione�.

          Qualche dubbio, Bertinotti ce l’ha sull’idea del Patto di legislatura: �Ne capisco il senso, Epifani lo propone per evitare la politica dei due tempi (prima il risanamento poi lo sviluppo, lo stato sociale, la redistribuzione del reddito) ma per l’autonomia del sindacato non va tanto bene. Rischia di legarsi le mani�. Lo stesso concetto ricorre in una conversazione con un altro ex sindacalista, che ha avuto una parte fondamentale nella storia (anche recente) della Cgil ma che preferisce non apparire. Spiega che �un accordo di legislatura sulla politica economica � rischioso, dura cinque anni, e cinque anni per un sindacato sono un periodo storico. Legarsi le mani? Il pericolo c’�, ma soprattutto c’� quello di trasformare il sindacato in un’istituzione tra le istituzioni�.

          � un pericolo che in molti vedono nella Cgil, tanto pi� se sommato alla probabile offensiva della Confindustria sulla questione contrattuale. Finora Montezemolo non ha pigiato sull’acceleratore, spiegano i sindacalisti, ma se vincesse il centrosinistra �chi te lo dice che non chieder� il conto�. E allora la Cgil potrebbe trovarsi in un vicolo stretto, amica del governo amico il quale per� � anche amico della Confindustria. Che potrebbe chiedere se non l’abolizione del contratto nazionale, quantomeno un suo alleggerimento accompagnato da contratti aziendali pi� rigidi, che non prevedano per esempio la negoziazione degli orari di lavoro. Non poche categorie della Cgil sono in allarme, quelle dell’industria ma anche il pubblico impiego.

            Lo stesso Epifani non si nasconde il doppio rischio. Tuttavia lui investe il peso e le idee della sua organizzazione nel futuro del Paese, per questo chiede al prossimo governo �non una politica dei cento giorni ma dei tremila�. Appunto l’intera legislatura, perch� quello che vuole ottenere non sono piccole riforme qua e l� ma un cambiamento generale, �dunque non � che se non risolviamo un problema domani, io posso rinunciarci. Devo puntare su dopodomani�. Ma se un dopodomani qualcosa andasse storto, la sua Cgil lo farebbe uno sciopero contro il governo Prodi? �Non lo posso escludere, almeno in teoria�.