Cgil, il commercio supera le tute blu

24/03/2010

ROMA
Oltre 5,7 milioni di iscritti in lievissimo aumento nonostante la crisi economica: alla vigilia del sedicesimo congresso, la Cgil registra un aumento delle tessere complessive dello 0,20% rispetto al 2008 ma, soprattutto, un cambiamento nella sua composizione interna con il «sorpasso» dei lavoratori del commercio su quelli dell’edilizia e sui metalmeccanici.

Le tute blu, storicamente primo sindacato dell’organizzazione, quindi, dopo aver subito nel 2002 il sorpasso dei lavoratori pubblici e l’anno scorso quello degli edili, perdono quota anche rispetto al commercio e diventano, con 363.507 iscritti, la quarta categoria tra gli attivi per numero di tessere. Il primo resta saldamente la funzione pubblica con 407.716 iscritti. I dati sul tesseramento presentati oggi in una conferenza stampa segnalano come nel 2009 ci sia un avanzamento tra gli attivi di oltre 22.000 unità (+0,84%) ma anche come l’incremento negli ultimi quattro anni sia stato ben più consistente, con un saldo positivo per gli attivi di 207.000 tessere (+8,25%).

«Siamo la più grande forza sociale del Paese – ha detto il segretario generale Guglielmo Epifani – quando si pensa di escluderla da confronti e accordi, si fa contro la maggior parte dei lavoratori e dei pensionati». Epifani si è detto «soddisfatto» per l’andamento delle iscrizioni e «non sorpreso» che la Filcams (la federazione dei lavoratori del commercio) sia diventata il primo sindacato del settore privato, in linea con il cambiamento della struttura dell’occupazione sempre più concentrata sui servizi. «La Fiom comunque, nonostante la crisi – sottolinea – registra un aumento degli iscritti (l’1,29% con 4.618 tessere, ndr)». Rispetto al tesseramento 2002, anno del primo sorpasso, la Fiom ha perso circa 5.000 tessere mentre la Filcams ne ha guadagnate quasi 94.000. I pensionati dello Spi sono fermi nel 2009 a 2.994,203 tessere (-0,02%). in lievissimo aumento rispetto ai 2.962.000 del 2002.

Rispetto a otto anni fa l’aumento di oltre 300.000 tessere si è concentrato tra gli attivi. La Cgil sottolinea gli aumenti degli iscritti tra gli immigrati, che ora rappresentano il 14% del totale e circa 380.000 persone (ma il 91,7% è nato in Italia), tra le donne (+5%) e tra i giovani (+10% tra chi ha meno di 35 anni). La regione con più tessere si conferma la Lombardia (915.875), seguita dall’Emilia Romagna (819.955) e dalla Toscana (510.151) in lievissimo avanzamento. «Sono soddisfatto dell’andamento delle iscrizioni – ha concluso Epifani – chiediamo una verifica trasparente per tutti sulle iscrizioni, che ci siano formule per certificare ciò che si dice. Non lo chiediamo solo per gli altri, lo vogliamo anche per noi».

Ma sui dati della Cgil si accende la polemica tra i sindacati. La Cisl considera «davvero sorprendente che la Cgil dichiari oggi di avere 380 mila iscritti tra i lavoratori immigrati, quando appena otto mesi fa, aveva comunicato ufficialmente di averne 297 mila». Lo afferma la segretaria confederale Cisl Liliana Ocmin. «Senza offesa per una grande organizzazione come la Cgil – sottolinea – questo significa davvero dare i numeri al lotto». «Ci dispiace molto polemizzare sui dati di un altro sindacato – afferma – tuttavia, visto che proprio oggi il segretario generale della Cgil, Epifani ha chiesto una legge per una certificazione trasparente degli iscritti, allora bisogna essere più coerenti e realisti. Non è possibile che in soli otto mesi la Cgil abbia fatto 80.000 iscritti in pi— tra gli immigrati. Infatti, delle due l’una: o tutto il tesseramento della Cgil non è verosimile, oppure sugli immigrati ci troviamo di fronte ad un bluff solo per giustificare un sorpasso per niente credibile ai danni della Cisl che nel 2009 ha raggiunto 375 mila iscritti tra i lavoratori immigrati».