Cgil, espulso il filo-brigatista

03/11/2003




03 Novembre 2003

Cgil, espulso il filo-brigatista
La decisione dopo l’intervista del sindacalista alla «Stampa»
Maurizio Tropeano
TORINO
La «magistratura interna» alla Cgil aveva già aperto un’inchiesta sul comportamento di Valter Ferrarato, 34 anni, muratore e delegato degli edili. Un’indagine che si sarebbe conclusa a giorni con la firma di un decreto di espulsione. Ma l’intervista a «La Stampa» e quella presa di posizione – «Onore al compagno Galesi» – hanno spinto il segretario regionale della Cgil, Vincenzo Scudiere, a chiedere «la sua immediata espulsione dal nostro sindacato». Aggiunge: «Il comportamento di Ferrarato è completamente estraneo alla storia della nostra organizzazione. E’ la prima volta, che io ricordi, che il sindacato decide di allontanare un delegato per le sue opinioni ma la posizione del militante dei Carc è incompatibile con l’appartenenza alla Cgil. Per questo oggi il Comitato di garanzia deciderà di ritirargli la tessera».
Del resto è lo stesso Ferrarato, nell’intervista a «La Stampa», a preannunciare un provvedimento contro di lui: «Hanno chiesto ragione delle mie affermazioni. Immagino che stiano per confezionarmi qualche misura disciplinare, anche l’espulsione». Ma in quell’intervista Ferrarato lascia intendere che ci sono altri militanti dei Comitati d’appoggio alla resistenza per il comunismo che hanno anche la tessera della Cgil e annuncia: «Noi, almeno spontaneamente, non ce ne andremo mai dalla Cgil. Mai».
L’ormai ex delegato Fillea parla al plurale e, in qualche modo, cerca di dare «spessore» alla sua organizzazione. Quante sono le persone con tessera Cgil pronte ad «onorare Galesi e dare solidarietà alla Lioce?» «Noi – spiega Scudiere – abbiamo aperto un procedimento disciplinare solo contro Ferrarato. Ad oggi questo è l’unico caso di nostra conoscenza. Chi sono? E quanti? Non lo so, ma con sicurezza posso affermare che per tipi come lui non c’è spazio nel sindacato. Il loro comportamento è incompatibile con la nostra organizzazione. Se si palesassero situazioni analoghe, analoga sarà la decisione: espulsione».
Vanna Lorenzoni, responsabile della Camera del Lavoro di Torino, ricorda come «quelli del Carc ci hanno rovinato la manifestazione del primo maggio». Giorgio Airaudo, segretario provinciale della Fiom, fa riferimento a «un loro volantinaggio davanti all’Iveco. Un fenomeno isolato». Aggiunge: «Qui a Torino la vigilanza del sindacato e della Fiom contro eventuali infiltrazioni di terroristi o di loro fiancheggiatori è alta, altissima. Non ci risultano segnalazioni per quanto riguarda i nostri delegati. Del resto il movimento operaio, soprattutto nella nostra città, ha pagato sulla propria pelle gli attacchi dei terroristi che sono stati usati per fermare le nostre lotte».
Ma allora il sindacato non poteva intervenire prima contro Ferrarato? «L’indagine della magistratura interna è partita a giugno dopo un’intervista concessa al Riformista», ricorda Lorenzoni. In quell’occasione l’ormai ex delegato Fillea spiegava la posizione dei Carc sulle Br e sulla detenzione in Francia dei capi dell’organizzazione. La sindacalista aggiunge: «Lo convocammo e gli chiedemmo di confermare o smentire quelle affermazioni. La sua risposta? ”Tutto vero: parola dopo parola”. E così partì l’inchiesta interna».