“Cgil” Epifani all’Unione: patto fiscale di legislatura

02/03/2006
    gioved� 2 marzo 2006

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    IL CONGRESSO – �SE VINCE, IL CENTROSINISTRA SI IMPEGNI A PUNTARE SUL LAVORO, A DISFARE LA LEGGE BIAGI E A RIEQUILIBRARE LA TASSAZIONE FRA RENDITE E DIPENDENTI�

      Epifani all’Unione: patto fiscale di legislatura

        La Cgil chiede un riconoscimento per la resistenza a Berlusconi. Linea dura sui contratti

          Roberto Giovannini
          inviato a RIMINI

          La Cgil di Guglielmo Epifani lancia un messaggio forte e chiaro all’Unione: il pi� grande sindacato del Paese ha retto l’assalto berlusconiano nel momento pi� difficile, e adesso si aspetta un �riconoscimento� concreto da parte del centrosinistra. Un riconoscimento, spiega il segretario generale nella relazione introduttiva al XV Congresso cigiellino, sotto forma di �accordo di legislatura� tra il futuro governo dell’Unione e il sindacato sulle politiche del fisco, del sostegno alla produzione e dell’estensione dello stato sociale. Neanche uno spiraglio – come c’era ampiamente da attendersi – nei confronti di Cisl-Uil-Confindustria sui temi della riforma dei modelli contrattuali. Epifani adopera toni pacati, pacatissimi, conferma l’interesse al dialogo con gli industriali di Luca Montezemolo, ma con tranquillit� ricorda che la sua organizzazione non � d’accordo con una radicale trasformazione del sistema di relazioni industriali nato nel 1993. Qualcosa (poco) si pu� fare: ridurre il numero dei contratti, dialogare con pazienza per diminuire le distanze, per ora insormontabili.

          Non � dunque un caso se al termine delle quasi due ore di relazione di Epifani la palese soddisfazione di Fassino, D’Alema e Bertinotti – alcuni dei destinatari di questa �proposta di patto� all’Unione, Prodi risponder� domani – avesse come contraltare le facce scure e le battute polemiche di Pezzotta, Angeletti e del vicepresidente di Confindustria Bombassei. Probabilmente i leader di Cisl e Uil replicheranno per le rime stamani, come peraltro avvenne nel 2002 sempre qui a Rimini, quando leader Cgil era Sergio Cofferati. Sicuramente i due sindacalisti hanno ben poco apprezzato uno dei primissimi messaggi contenuti nella relazione di Epifani: quasi subito, infatti, il leader Cgil definisce la manifestazione dei �tre milioni� al Circo Massimo con Cofferati (il 23 marzo 2002, la Cgil da sola, prima della rottura con Cisl e Uil sul Patto per l’Italia) come �il momento politico pi� alto, nella storia del Paese, della centralit� del lavoro, dei suoi diritti, della sua dignit�. Una riaffermazione orgogliosa di quanto fatto dalla Cgil in questi quattro anni per fermare prima e poi rovesciare la stagione berlusconiana, che al termine della legislatura presenta un bilancio totalmente fallimentare. �Il disegno di far ripartire il Paese – afferma Epifani – con la riduzione delle tasse e i premi fiscali verso patrimoni e rendite e con la riduzione dei diritti del lavoro � fallito. Come � fallita la scelta di cancellare il dialogo sociale, il confronto con le controparti�. Insomma, cinque anni �persi, che hanno aggravato la situazione�, che hanno registrato �la crescita media pi� bassa del Pil di tutta la storia della Repubblica�.

          Tutto, o quasi tutto quello che ha fatto la Cdl � da cancellare o riformare: secondo Epifani, anzi, da �riprogettare�. Le linee guida di questa riprogettazione sono: puntare sul lavoro, sulla politica industriale, sulla ricerca, sulla riforma della scuola, su una nuova strategia fiscale che riequilibri la tassazione tra rendite, patrimoni e lavoro salariato, su un welfare pi� equo ma pi� generoso; far tornare in Italia i soldati oggi in Iraq, lavorare per un’Europa di pace, pi� forte e unita, disfare quasi del tutto la legge Biagi sul mercato del lavoro, che va �superata� in nome della centralit� del lavoro stabile su quello precario. Tutte cose che Epifani ritrova nel programma dell’Unione, �una risposta positiva� alle questioni poste nei mesi scorsi dalla Cgil. Se vincer�, il centrosinistra dovr� varare �non una politica dei 100 giorni – afferma – ma dei 3000 giorni�. E potr� contare, se vorr�, su una disponibilit� del principale sindacato italiano a siglare un �accordo di legislatura�. La parola concertazione non � mai nemmeno citata dal leader Cgil, ma il caposaldo dell’�accordo� sar� un �patto fiscale� per �reperire risorse da destinare agli investimenti, all’istruzione, al welfare�. Come detto, nessuna apertura alle richieste di Cisl-Uil-Confindustria di ridiscutere il modello contrattuale. Epifani chiede a Pezzotta e Angeletti pazienza e disponibilit�, assicura di �non considerare avversario chi ha opinioni diverse dalle nostre�. Tuttavia, �non per questo – scandisce – cambiamo idea�. Ovvero il ruolo fondamentale del contratto nazionale non si deve toccare. Alla Confindustria di Montezemolo, invece, si riconosce un diverso atteggiamento e la disponibilit� al dialogo. Per�, pollice verso nei confronti di arbitrati obbligatori in caso di conflitto o velleit� di incamerare del tutto i futuri sgravi fiscali e contributivi. �Nella logica del “tutto o nulla” ci ritroviamo il nulla�.

          Prevedibili i commenti freddini. Solo la nuova segretaria dell’Ugl Renata Polverini d� ragione alla prudenza di Epifani; il futuro numero due della Cisl Pierpaolo Baretta parla di �relazione molto deludente, perch� praticamente Epifani ha posto un blocco su tutto�, mentre il suo collega Uil Adriano Musi si chiede retoricamente �cosa offre di nuovo la Cgil al dibattito?�. E Alberto Bombassei, per Confindustria, esprime �delusione� perch� �mi sembra che si sia messa una serie di barriere e ostacoli quasi insormontabili�.