“Cgil” Epifani a Prodi: vi marcheremo a vista

06/03/2006
    domenica 5 marzo 2006

    Pagina 18 – Economia e Finanza

    IL CONGRESSO CGIL
    IL SEGRETARIO CONFERMATO CON IL 95,6% DEI VOTI: L’UNIONE DA’ RISPOSTE IMPORTANTI, MA NON C’� UN’ASSE COME QUELLO TRA BERLUSCONI E D’ANTONI DEL 2001

      Epifani a Prodi: vi marcheremo a vista

        �L’accordo di legislatura? L’ho chiamato cos� perch� vogliamo un impegno anno dopo anno�

          Roberto Giovannini
          inviato a RIMINI

          Pi� che di un �governo amico�, la Cgil di Guglielmo Epifani ha paura che questo benedetto governo di centrosinistra non arrivi, �che il vento di cambiamento non debba arrivare�. Anche se, dice il segretario generale concludendo il 15� Congresso, �sono convinto che fra un mese soffier� un vento nuovo�, e una bella fetta del merito spetter� alla Cgil. Tuttavia, per cercare di sgombrare il campo dai timori (interni ed esterni) che lo strettissimo legame tra il sindacato di Corso d’Italia e un futuro esecutivo Prodi si trasformi in una gabbia, nella sua relazione conclusiva Epifani nega l’esistenza di un �asse� sulla falsariga di quello di Parma 2001 (tra Berlusconi e la Confindustria di D’Amato). Anzi, avverte il candidato premier dell’Unione: �verificheremo con seriet� e rigore il rispetto delle cose che qui ha annunciato Romano Prodi, atto dopo atto, mese dopo mese�. Perch� �il programma della Cgil � il programma della Cgil, il programma dell’Unione di Prodi � il programma di Prodi�.

          Una difficile navigazione, quella della Cgil, tra la palese Grande Voglia di cancellare dall’orizzonte il berlusconismo e le prevedibili difficolt� di avere a che fare con un governo che – inevitabilmente – dar� pi� di una delusione al popolo cigiellino. I 1.200 delegati e dirigenti che sciamano da Rimini sono gente navigata, che conosce la politica, le sue trappole e il dover fare (pi� o meno solidi) compromessi. Cos�, in tanti si aspettano che nei mesi a venire Rutelli o la Rosa nel Pugno possano tentare di �moderare� la rotta dell’Unione in tema di politiche sociali e fiscali. Altri sperano che sia possibile rendere pan per focaccia quando si tratter� di discutere di Pacs, laicit� o politica estera. Per adesso, per� – e questo sentimento l’ha espresso molto efficacemente Guglielmo Epifani – la priorit� � cacciare Berlusconi. Tutto il resto, seguir�. Resta il fatto che ieri, nelle sue conclusioni, il segretario generale qualche correzione l’ha fatta per cercare di far capire (dentro e fuori la Cgil) che Romano Prodi non avr� alcuna cambiale in bianco. � vero, infatti, che �l’operazione di Parma nel 2001 fu giocata contro i lavoratori, un’operazione di lobby di interessi contro gli interessi del Paese. Invece, il nostro programma e quello di Prodi sono fondati sull’idea opposta: un atto di impegno, di rispetto e di amore verso gli interessi generali del Paese�. Tuttavia, Prodi dovr� rispettare gli impegni che ha preso, e la Cgil, che �dovr� tenere alto il suo profilo autonomo� vigiler�. Frenata anche sull’�accordo di legislatura�: �l’ho chiamato cos� – dice Epifani – perch� vogliamo un impegno anno dopo anno, perch� i lavoratori e i pensionati siano risarciti�.

            Anche se � chiarissimo da che parte sta la Cgil: il solo pensiero che la Cdl possa rivincere le elezioni mette �paura�, visto che il governo Berlusconi si merita uno �zero in condotta�, zero come la crescita dell’economia. Al contrario, il programma di Prodi �d� risposte importanti�. E la pi� rilevante per Epifani � la disponibilit� ad integrare con la cittadinanza i lavoratori immigrati e i loro figli nati in Italia. Sulla contrattazione, il numero uno Cgil ripete che il contratto nazionale � fondamentale �per garantire la tenuta del paese�, e le retribuzioni dei lavoratori pi� deboli. Dunque, a Confindustria che chiede alla Cgil di fare una scelta �di modernit�, Epifani replica che �la difesa del contratto nazionale � oggi la cosa pi� moderna�. E rincara orgogliosamente (e polemicamente) la dose, ricordando il fallimento del negoziato avviato da Confindustria nel luglio 2004: �alzandomi da quel tavolo ho salvato la stagione dei rinnovi contrattuali�. A Pezzotta e Angeletti (che ringrazia di aver adoperato toni pacati e in fondo unitari) Epifani rilancia la disponibilit� a cercare un avvicinamento sui temi della riforma contrattuale e della rappresentanza, perch� �non si pu� lasciare perdere�; ma si dice soddisfatto che abbiano �usato il linguaggio delle nostre posizioni e preoccupazioni, perch� � importante avere un punto di vista comune�. Infine, a chi chiede �cosa dar� in cambio la Cgil� nel �patto�, risponde: �la nostra passione�. Ovvero, nulla di concreto. Infine, le questioni della vita interna Cgil. Epifani – che nel tardo pomeriggio � stato rieletto dal nuovo Direttivo con il 96,5% di consensi – si dice soddisfatto dell’intesa unitaria tra maggioranza, area Patta e area Rinaldini. Ma chiede anche una maggiore presenza nei gruppi dirigenti degli immigrati e delle donne.