Cgil: «Emendamenti iniqui e solo tagli» Si mobilita pure il Pd

01/07/2010

Continua il cammino della manovra in Parlamento, e gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio del Senato, a firma del relatore di maggioranza, sono peggiori – se possibile – della base di partenza. Si caricano ancora maggiormente i costi sui cittadini – attraverso i tagli agli enti locali – sui lavoratori e sui pensionati (dal pubblico impiego all’aumento dell’età di uscita), fino a colpire perfino i disabili. Tanto che il Pd annuncia due giornate di mobilitazione, il 16 e 17 luglio, e la Cgil attacca pesantemente diversi punti del testo. «Per quanto riguarda il Patto di stabilità e le risorse alle Regioni e ai Comuni – dice la segreteria confederale Cgil – si conferma la dimensione dei tagli: così sarà impossibe mantenere i servizi ai cittadini e rilanciare lo sviluppo. Inoltre, il continuo rimbalzo sul concetto di "virtuosità", senza che si comprenda quali ne sarebbero i parametri di definizione, introduce un’ulteriore iniquità perché aumenterebbe i tagli per le Regioni più piccole e per il Mezzogiorno, accentuando così il divario tra le Regioni e quindi le condizioni stesse di cittadinanza». Dolori anche per le pensioni: viene inserito – denuncia la Cgil – l’automatismo sull’allungamento dell’età pensionabile per tutti, anche per chi con 40 anni di contributi non beneficia di nessun effetto della contribuzione; inoltre, si porta a 65 anni l’età di pensionamento: 4 anni in più in un solo salto, la vecchiaia per le lavoratrici pubbliche. Senza dimenticare l’ulteriore generale allungamento di un anno. Si tratta di «una risposta sbagliata e non obbligata al richiamo della Comunità europea: infatti, tutti e due gli aspetti potevano e devono essere affrontati con la reintroduzione della flessibilità in uscita. Così come non è accettabile che i risparmi vengano sottratti alla previdenza e trasferiti ai fondi della Presidenza del Consiglio. Ciò infatti impedisce certezze dei sistemi di perequazione delle pensioni e nega tassi di sostituzione più equi per le pensioni dei giovani». Per quanto riguarda i lavoratori pubblici, la Cgil dice che «nulla cambia sui contratti. Le uniche parziali risposte alle forze dell’ordine sono il frutto della mobilitazione. Sull’occupazione non c’è alcuna risposta positiva, mentre continua a essere sbagliato per la crescita che il patto di stabilità su assunzione e turn over sia esteso alle imprese a maggioranza pubblica e alle municipalizzate». «Iniquo, ingiusto, spietato e oppressivo » per la Cgil anche l’emendamento sui disabili: «Riidefinisce i requisiti medicolegali per il riconoscimento dell’indennità, e si innalza la percentuale di invalidità necessaria per la concessione dell’assegno mensile di assistenza agli invalidi civili parziali (256 euro almese): quelli che rappresentano i più poveri tra i poveri». Duro con gli emendamenti anche il Pd: «Non tengono conto della discussione svolta in commissione, ma frutto di trattativa privata tra pezzi di una maggioranza sempre più confusa – dice una nota – Inaccettabile l’emendamento sul Patto di stabilità, che non riduce di un euro l’impatto dei tagli a Regioni, Province e Comuni sui servizi ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese». «Il 16 e 17 luglio – l’annuncio – i parlamentari e gli amministratori del Pd incontreranno le categorie economiche e sociali e i cittadini».