Cgil e Ds non condividono l’opzione Rossi

30/07/2004



venerdì 30 luglio 2004

le pensioni di Maroni e la sinistra
Cgil e Ds non condividono l’opzione Rossi

MILANO Sconfessata dai Ds, bocciata dalla Cgil, l’”opzione Rossi” sulle pensioni non passa l’esame. Durata il tempo di leggere l’intervista al Corriere della Sera con la quale Nicola Rossi, economista e parlamentare dei Democratici di sinistra, ha definito la riforma delle pensioni, di fresca approvazione da parte del governo, «iniqua, ma ormai non più modificabile». «Una partita chiusa», insomma.

I primi a prendere le distanze sono stati Cesare Damiano, responsabile Lavoro dei Ds, i due esponenti del correntone della Quercia, Fabio Mussi e Pietro Folena e il rappresentante di Rifondazione, Franco Giordano. «Questa controriforma delle pensioni va cancellata – ha affermato Damiano -. Non solo è una cattiva riforma ma, soprattutto, annulla quegli elementi di innovazione e di forte modernizzazione del sistema pensionistico che erano alla base delle riforme varate negli anni ‘90, in particolare dalla legge Dini». «È anacronistico – ha sottolineato Damiano – il fatto che questa legge elimini la possibilità di uscita flessibile dal lavoro, tra i 57 e i 65 anni, che è stata considerata dall’Unione Europea un elemento di forte novità da imitare nei sistemi pensionistici. In una situazione caratterizzata dall’entrata flessibile nel mercato del lavoro, l’uscita rigida fissata dalla nuova legge con il requisito minimo di 40 anni di contributi o con i 60 e 65 anni d’età, è controproducente. Per non parlare “dell’effetto scalone” che porrà i lavoratori in una condizione di forte disuguaglianza, tra chi avrà maturato i vecchi requisiti per andare in pensione entro il 31 dicembre del 2007 e chi no». «Inoltre – sempre Damiano – la controriforma del governo non si preoccupa minimamente di rafforzare, come chiede il centrosinistra con le sue proposte di legge, la condizione dei giovani lavoratori che hanno, dal 1996, il metodo contributivo per il calcolo della pensione e che incontrano il lavoro saltuario. Infatti, noi proponiamo che tutti i contributi versati, indipendentemente dai fondi pensione a cui si riferisce la singola prestazione di lavoro, vengano totalizzati e che si introducano misure di contribuzione figurativa per i periodi di non lavoro. Di tutto questo non c’è traccia nella legge del governo Berlusconi. Il centrosinistra dovrà necessariamente produrre, quando tornerà al governo, un forte elemento di discontinuità». Visto che, tra l’altro, in parlamento, contro il provvedimento ha fatto ustrozionismo.


Per Folena la posizione espressa da Rossi è «devastante e irresponsabile». Mentre Mussi gli fa eco chiedendo, sull’argomento, «chiarezza».


«Pazzesco – ha detto paola Agnello Modica, segretaria confederale della Cgil -. Mentre tutta l’opposizione fa di tutto in parlamento per non far approvare la controriforma delle pensioni su cui Cgil, Cisl e Uil hanno già chiamato, e ancora lo faranno, alla lotta i lavoratori, un autorevole parlamentare nonché economista dei Ds dichiara che non dovrà essere cancellata». «È proprio urgente che il centrosinistra apra un vero tavolo di confronto sul programma, lasciando all’attuale governo la pratica della promessa di tanti tavoli di discussione mai realizzati. Le lavoratrici ed i lavoratori continueranno a lottare contro questa delega che fa pagare ai soliti noti i disastri dei conti pubblici».


ro.ro.