Cgil e Cisl cercano un nuovo punto di equilibrio

21/02/2007
    mercoledì 21 febbraio 2007

    Paginia 14 – Economia &Lavoro

    STORIA – Al convegno della Fondazione Di Vittorio divisioni passate e possibili convergenze future

    Cgil e Cisl cercano un nuovo punto di equilibrio

      di Bruno Ugolini

      Sembra che Cgil e Cisl si guardino allo specchio e riconoscano di conoscersi poco, nonostante le tante storie comuni. Per assumere, subito dopo, un impegno preciso a non accontentarsi di pur importanti scelte unitarie sulle cose da fare, i contratti da conquistare e approvare, le riforme da rivendicare. C’è un orizzonte strategico da scrutare e ricomporre.

      E’ un po’ questo il segnale lanciato da Guglielmo Epifani e da Gian Paolo Baretta nel seminario dedicato ad un tema complesso "La Cgil e il mondo cattolico". Era attesa anche la partecipazione – per la prima volta nella storia del sindacato – del cardinale Achille Silvestrini, purtroppo ricoverato in ospedale per una polmonite.

      L’iniziativa (voluta dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e dall’Associazione per il centenario Cgil) ha portato, ad ogni modo, spunti di notevole interesse, con le relazioni di studiosi come Adolfo Pepe, Andrea Ciampani, Carlo Felice Casula. Un incontro organizzato, come ha sottolineato nell’introduzione Carlo Ghezzi, con il contributo decisivo d’Emilio Gabaglio (ex segretario della Confederazione europea dei sindacati).

      Sono emerse così convergenze e distanze di una lunga vicenda tra "bianchi" e "rossi", anche se alla fine si è esposta la convinzione come di un "meticciato" diffuso. Gli uni, in qualche modo, contaminati dagli altri. Fin dall’inizio, quando, per usare un ricordo del professor Casula, Achille Grandi e Giuseppe Di Vittorio mostravano tratti simili: non usavano mai, ad esempio, la categoria delle "classi subalterne". Entrambi in qualche modo convinti che "gli ultimi saranno i primi".

      Ma è sull’oggi che si sono appuntate le possibili convergenze. Così nella tavola rotonda conclusiva con Giuseppe Casadio (presidente dell’Associazione del centenario) Andrea Olivero (presidente delle Acli. Qui Pier Paolo Baretta ha proposto, parlando di possibili convergenze, discussioni strategiche su capitalismo, la modernità, il welfare.

      Mentre Epifani ha insistito su scelte della Cgil trentiniana degli anni 90 (i diritti fondamentali delle persone) e il loro rapporto proprio con la cultura cattolica.

      Certo permangono differenze (il cislino sindacato dei soci e il cigiellino sindacato generale). Ma siamo in una fase nuova e ora forse si può guardare al di là della contingenza. Appunto guardandosi meglio in faccia e conoscendo meglio le proprie reciproche storie.