Cgil, è ancora sciopero generale

12/06/2002





Oggi il sì del direttivo – Epifani: una protesta contro la riforma dell’articolo 18 e la politica del Governo
Cgil, è ancora sciopero generale
Cofferati: Cisl e Uil su una china ripidissima, sparsa di sapone – Avviate le procedure di successione al leader
ROMA – La Cgil torna in piazza. Oggi il direttivo darà il via libera alla proposta di sciopero generale avanzata ieri dalla segreteria del sindacato di Cofferati. Una mobilitazione nazionale che resterà senza data, per sintonizzare la protesta con il varo della modifica dell’articolo 18 del Governo. La Cgil, dunque, si prepara a un "solitario" autunno caldo anche se la stesura della legge Finanziaria, e soprattutto la riforma delle pensioni che continua ad aleggiare, potrebbero cambiare l’attuale scenario segnato dalle divisioni sindacali. È infatti dopo la pausa estiva che il sindacato di Corso d’Italia attende al varco l’Esecutivo, quando, cioè, si tratterà di fare i conti e verificare le reali disponibilità economiche del Governo su tutti i fronti oggi oggetto di trattativa: Sud, fisco, ammortizzatori sociali. La proposta di una nuova protesta generale è stata fatta ieri dal vicesegretario della Cgil e futuro leader dell’organizzazione, Guglielmo Epifani, aprendo i lavori del comitato direttivo mentre sono confermati gli scioperi articolati dal 20 giugno all’11 luglio. «La politica economica del Governo – ha spiegato Epifani – è fallimentare, vuole ridurre i diritti dei lavoratori ingiustamente licenziati, vuole mettere mano alle pensioni e al Tfr, sul Mezzogiorno non c’è una politica chiara di sviluppo. La nostra battaglia punta a contrastare il disegno di politica economica, che non condividiamo, contro giovani e pensionati. È una lotta per i diritti e per lo sviluppo». Quanto ai tempi, Epifani ha confermato che «lo sciopero potrà anche essere uno sciopero autunnale». Lo sciopero e la battaglia sull’articolo 18 segnano il passaggio di testimone tra Cofferati ed Epifani che avrà in eredità anche la gestione di una delle più pesanti rotture sindacali con Cisl e Uil. Ieri, tra l’altro, sono state avviate le procedure per la successione dell’attuale leader con la nomina di sei saggi per la scelta, nel direttivo dell’8 luglio, del successore di Cofferati. Lo stesso leader indicherà il nome di Guglielmo Epifani alla guida della Cgil. «La nostra non sarà una battaglia breve, non si risolverà in poche settimane, sarà un’iniziativa di lungo periodo in cui dovremo dispiegare tutta la nostra capacità organizzativa», ha detto ieri Sergio Cofferati che ha confermato di voler tornare in Pirelli ma senza abbandonare «l’impegno sociale». E su Cisl e Uil anche ieri, il numero uno della Cgil non ha risparmiato critiche: «Si sono messe su una china ripidissima, sparsa di sapone». Non dispera invece di recuperare uno spirito unitario, il prossimo numero uno dell’organizzazione: «Non escludo nulla. Se Cisl e Uil – ha detto Epifani – vorranno condividere con noi la scelta, farebbero bene. La nostra linea è stata chiara e coerente, non c’è nessun settarismo». Ma ieri la Cgil ha preso una chiara posizione sul referendum proposto da Rifondazione, una parte dei Ds e i Verdi di estendere l’articolo 18 anche ai lavoratori delle imprese con meno di 15 dipendenti. «Non tocca al sindacato promuovere referendum – ha spiegato Epifani – promuoveremo invece una legge di iniziativa popolare per estendere i diritti a chi non ce l’ha». Dunque, sciopero contro il Governo ma anche un’iniziativa popolare per continuare la battaglia sull’articolo 18 mantenendo la Cgil, nella difesa dei diritti, su una posizione "autonoma" rispetto ai partiti. Oggi spetterà a Sergio Cofferati concludere il direttivo, il penultimo al quale partecipa da segretario generale. L’8 luglio è prevista la staffetta con Epifani e sempre in quell’occasione si procederà alla sostituzione nella segreteria confederale, oltre che di Cofferati anche di Betty Leone. Previsto anche l’allargamento dei membri da 11 a 12: tra le new entry si fanno i nomi di Achille Passoni, attuale direttore generale della Cgil, Titti Di Salvo, segretario generale del Piemonte, Nicoletta Rocchi della segreteria nazionale dei pensionati. Intanto ieri la conferenza dei capigruppo ha deciso di calendarizzare per domani, in Aula, il voto sul trasferimento-stralcio dei quattro articoli della delega-lavoro in un altro provvedimento (articolo 18, ammortizzatori, incentivi e arbitrato). Subito dopo il disegno di legge originario dovrebbe avere il primo via libera dalla commissione Lavoro di Palazzo Madama.

Lina Palmerini

Mercoledí 12 Giugno 2002