Cgil-Ds, dura polemica

26/06/2002





(Del 26/6/2002 Sezione: Economia Pag. 11)
Cgil-Ds, dura polemica
Cofferati: bugiardi. Fassino tenta di mediare

ROMA
Che tiri brutta aria all´indomani dello "strappo" con la Cgil consumatosi nella direzione in cui la maggioranza non ha votato l´ordine del giorno del correntone d´appoggio al sindacato, Piero Fassino lo capisce già la sera della riunione del parlamentino ds. Alle federazioni della Quercia arrivano fax e telefonate di iscritti ed elettori: avete abbandonato Cofferati, è il ritornello. Come se non bastasse il segretario non riesce nemmeno a contattare il Cinese che è letteralmente fuori della grazia di Dio e non si fa trovare. Il giorno dopo la situazione non migliora. Anzi. Nuove proteste, in tutta Italia, e il telefono di Cofferati continua a tacere. Ma Fassino non sa che il peggio deve ancora venire e che l´ira del numero uno della Cgil sta per abbattersi su di lui e sul Botteghino. L´accusa del Cinese è pesante: siete dei «bugiardi». Tutto nasce dal tentativo del coordinatore della segreteria, Vannino Chiti, di mettere una pezza alla situazione che si è venuta a creare. Il dirigente ds assicura alle agenzie che il leader della Quercia ha avuto un colloquio con il segretario della Cgil e che c´è stato un chiarimento. Ma la toppa è peggiore del buco. Il Cinese si arrabbia ancor di più: «Bugiardi», sibila, e giù una serie di giudizi non proprio lusinghieri nei confronti dei vertici della Quercia: «Hanno fatto una stupidaggine e non sarò io a cavargli le castagne dal fuoco». Quindi, in serata, Cofferati detta alle agenzie una replica durissima: «Non ho parlato con Fassino – dice – l´affermazione di Chiti non corrisponde al vero e l´annunciato chiarimento non c´è stato. E´ pessima e deleteria pratica quella di accreditare colloqui mai avvenuti per giustificare o sostenere le proprie posizioni». Che, ovviamente, agli occhi del Cinese, non sono nè giustificabili nè sostenibili. E pensare che è tutto il giorno che Fassino cercava di porre rimedio a quello che è successo in direzione. Nella riunione della segreteria, in mattinata, avverte: «Sono preoccupato, la nostra base rischia di fraintendere, e noi corriamo il pericolo di uscire con un´immagine devastante. Perciò bisognerà fare una campagna capillare d´informazione perchè non è vero che noi siamo contro la Cgil». Con i fedelissimi, poi, il segretario si sfoga. Ce l´ha con l´Unità, il cui titolo d´apertura, in prima pagina è: "I ds si dividono sul sindacato". Ce l´ha con il correntone: «Presentare quell´ordine del giorno – dice – è stato un grave errore. Sapevano quello che facevano e non l´hanno voluto ritirare». E ce l´ha con la situazione, assai delicata, in cui si trova, tra l´incudine Rutelli e il martello Cofferati: «Noi – sbotta Fassino con i suoi – non siamo il partito di un sindacato». Come a dire: a fare la cinghia di trasmissione della Cgil non ci stiamo: «Bisogna lavorare per l´unità sindacale», è il ritornello del segretario. Sfoghi a parte, Fassino si mette all´opera. Domani, nella riunione con i segretari regionali, vuole cercare di sensibilizzare i quadri periferici perchè spieghino alla base che «i ds non sono contro la Cgil». Quindi, tramite il capogruppo Luciano Violante, fa precettare tutti i deputati per il question time di oggi pomeriggio, quello con i ministri che hanno attaccato Cofferati. Tanta fatica per niente. Il Cinese non è tipo da perdonare. Eppure nei ds, una certa insofferenza nei confronti del leader della Cgil si intravvede in tanti discorsi dei dirigenti della maggioranza che difendono la posizione assunta il giorno prima in direzione. «Lotito della Uil non poteva parlare contro l´ordine del giorno del correntone? Ma non siamo in Russia. Eppoi c´è il primato della politica», sbotta Pierluigi Bersani in Transatlantico. E Marco Minniti osserva: «Non esiste il diritto di lesa maestà». Mentre Chiti ricorda: «Anche all´epoca di Kinnock era stata superata l´idea del partito laburista cinghia di trasmissione del sindacato». C´è insofferenza, sì, ma adesso dopo la reazione di Cofferati i ds sono in difficoltà. Dal Botteghino si fa sapere che Fassino è riuscito a parlare almeno con Guglielmo Epifani e che Bersani ha avuto un colloquio con Sergio Cofferati. Ossia con il futuro e l´attuale segretario della Cgil. Ma cos´è questa replica di via Nazionale di fronte allo schiaffo che il Cinese ha voluto pubblicamente dare alla dirigenza della Quercia?

Maria Teresa Meli