«Cgil dica sì a pensioni e welfare»

27/07/2007
    venerdì 27 luglio 2007

    Pagina 11 – Primo Piano

    PREVIDENZA
    TRATTATIVA INFINITA

      “Cgil dica sì a pensioni e welfare”

      ROSARIA TALARICO

      ROMA
      Polemica numero uno: arriva la risposta di Romano Prodi alla lettera di Guglielmo Epifani, leader della Cgil. Il premier scrive in merito alla firma dell’accordo sul welfare sottolineando che il protocollo va sottoscritto per intero e non solo per parti, come proposto da Epifani. Polemica numero due: «Il protocollo Damiano sul welfare è pessimo», è stato il commento di Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione al Senato. «Il ministro deve sapere che la sinistra alternativa, davanti a lui che afferma che l’accordo è inemendabile, risponde che ha già pronti gli emendamenti da presentare per la Finanziaria». Gli fa eco il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio: anche i Verdi presenteranno emendamenti sul mercato del lavoro.

      Mal di pancia a parte, la sinistra radicale ha contribuito all’approvazione del Dpef in Senato, dove i numeri risicati («oggettive difficoltà prodotte dalla legge elettorale», le definisce Prodi) hanno fatto spesso stare il governo con il fiato sospeso. Così lo stesso presidente del Consiglio non ha resistito: «Desidero ringraziare i senatori e i presidenti dei gruppi della maggioranza». E ora l’esecutivo può andare in vacanza. Soddisfatta anche Anna Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo al Senato e vigile sentinella sulle presenze in aula dei senatori al momento delle votazioni: «In un anno di legislatura non c’è stata nessuna spallata al governo» gongola l’ex magistrato catanese. A causa delle posizioni troppo liberiste, a suo dire, su pensioni e mercato del lavoro non ha partecipato al voto Franco Turigliatto di Sinistra critica, mentre ha votato a favore l’altro ribelle, Fernando Rossi. Tra i senatori a vita si è astenuto Giulio Andreotti. Mentre Rita Levi Montalcini ed Emilio Colombo votano a favore e replicano alle critiche della Cdl sul loro voto. «Ma chi li ascolta più…» liquida la faccenda il premio Nobel. Mentre Colombo ringrazia il presidente Giorgio Napolitano «che riafferma la validità del voto dei senatori a vita sulla base della Costituzione».

      Tra le curiosità, la scelta di Francesco Storace che ha votato contro un emendamento della Cdl. «Mai ci saremmo immaginati di vedere l’opposizione che propone un emendamento» ha osservato in aula «finalizzato al varo di una manovra correttiva. Ovvero a nuove, ulteriori tasse». La mossa ha incassato il plauso dell’Ulivo (anche se per qualcuno è un furbo tentativo per acquisire visibilità), perché si sottrae ai «giochini di Calderoli» per mettere in difficoltà il governo. Il senatore della Lega fa notare che bocciando i suoi emendamenti la maggioranza ha di fatto bocciato il patto sulla previdenza: «Poiché le parole hanno un peso, ma i voti di più, nessuno si sogni di riproporli in finanziaria». Metafora funerea per il presidente dei senatori Udc, Francesco D’Onofrio: «L’approvazione del Dpef è veramente il canto del cigno della maggioranza».

      Mentre per l’ex ministro Altero Matteoli di An, «a settembre la polvere che Prodi ha nascosto sotto al tappeto uscirà fuori e allora sì che sarà un grande risultato, ma per il Paese». Drastico il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto: «Invitiamo Epifani a non cadere nell’inganno. Nella lettera al segretario della Cgil in cui il capo del governo invita Epifani a firmare il protocollo Prodi ribadisce la stabilizzazione del lavoro dopo 36 mesi. Non è vero».