Cgil davanti agli «scalini»

05/06/2007
    martedì 5 giugno 2007

    Pagina 8 – Economia

    Cgil davanti agli «scalini»

      Ma sulle pensioni la Fiom va allo sciopero

      Milano

        Le trattative tra governo e sindacati su pensioni, mercato del lavoro e produttività andrebbero chiuse prima del Dpef perché se non si trovasse un accordo entro quella data sarebbe poi più complicato trovare un’intesa prima della Finanziaria. È questa la preoccupazione espressa ieri dalla direzione della Cgil. C’è grande allarme per l’allungamento dei tempi nel confronto con il governo e il sindacato di Guglielmo Epifani si prepara a premere, anche con passaggi unitari con Cisl e Uil, perché la trattativa si riapra al più presto.

        Intanto nella riunione (a porte chiuse) che si è tenuta in Corso Italia tra i segretari confederali, i segretari regionali, quelli delle aree metropolitane e quelli della categoria, Epifani avrebbe affermato la necessità di discutere di tutti gli argomenti sul tavolo, compreso il passaggio dallo scalone agli scalini per le pensioni di anzianità. Qualcuno ha colto nelle parole del segretario, che ha illustrato i termini del problema pensioni, una disponibilità del sindacato, all’interno di un quadro di garanzie per i lavoratori, ad andare incontro all’ipotesi di aumentare l’età di pensionamento di anzianità oltre i 57 anni attuali (ma comunque al di sotto dei 60 previsti per il 2008 dalla legge Maroni) escludendo i lavoratori precoci e le attività usuranti. Ma al momento non esiste alcun mandato formale alla segreteria e un’eventuale discussione sugli scalini dovrà essere affrontata all’interno di un discorso più ampio che prevede anche il dibattito sulle finestre e sui coefficienti.

        Le preoccupazioni maggiori comunque per la Cgil restano i tempi della trattativa, la tenuta del governo e l’unità dell’esecutivo stesso che al più presto dovrebbe mettere sul tavolo una proposta. Su questi argomenti si potrebbero valutare insieme a Cisl e Uil nei prossimi mesi anche forme di mobilitazione. E restano alcuni paletti nella discussione che si dovrebbe aprire a breve con il governo. Non c’è infatti alcuna disponibilità infatti del sindacato a discutere della revisione al ribasso dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo mentre si chiede che non si tocchi in alcun modo l’età di pensionamento delle donne. Si può quindi parlare anche di aumento dell’età di pensionamento per l’anzianità oltre i 57 solo all’interno di un quadro ampio che manterrebbe a 57 anni i lavoratori precoci e quelli impiegati in attività usuranti e che prevederebbe maggiori tutele per i giovani e la revisione della normativa su contratto a tempo determinato. E sull’ipotesi di discutere anche di scalini è assolutamente contraria la Fiom, pronta allo sciopero generale.