Cgil: così non si aiuta lo sviluppo Imprese, cambia il decreto fiscale

26/09/2002


 
GIOVEDÌ, 26 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 10 – Economia
 
LE REAZIONI
 
No di Epifani alla manovra. D´Amato attacca, dietrofront del governo
 
Cgil: così non si aiuta lo sviluppo Imprese, cambia il decreto fiscale
 
 
 
Il maggior sindacato italiano boccia le misure su scuola e sanità. Dubbi Cisl e Uil
 
VITTORIA SIVO

ROMA – Si riapre la partita sul decreto fiscale varato dal governo la scorsa settimana. Dopo le proteste durissime di Confidustria contro il provvedimento di drastica riduzione dei benefici della Dual income tax, ieri sera, a sorpresa, Silvio Berlusconi ha proposto di riconsiderare la questione con un nuovo tavolo di confronto. Offerta prontamente accettata dagli imprenditori. E´ stata la maggiore novità dell´incontro con le parti sociali con cui il governo ieri a tarda sera ha concluso il giro di consultazioni sulla legge finanziaria. Per ora è un punto a favore di Antonio D´Amato che dai microfoni di Radio Anch´io, ancora poche ore prima di entrare a palazzo Chigi, aveva sparato a zero sul decreto voluto da Tremonti – «una pezza a colori» messa su in fretta a furia, che costerà alle imprese grandi e piccole circa 3,5 miliardi di euro – invitando il governo a ripensarci.
Se su questo capitolo la tensione fra l´esecutivo e gli industriali si è allentata, il vero banco di prova resta la Finanziaria illustrata da Berlusconi e dai suoi ministri all´eterogeneo squadrone di rappresentanti delle 35 associazioni di imprenditori e di sindacati, espressioni di interessi compositi, quando non opposti, con conseguenti opinioni difformi. Così ad esempio tutti i firmatari del Patto per l´Italia (quindi l´intero fronte dei datori di lavoro e dei sindacati, esclusa la Cgil) ha apprezzato le assicurazioni fornite dal ministro dell´Economia sull´applicazione «integrale» del Patto del 5 luglio. Significa, come ha specificato il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, che la Finanziaria stanzia i 750 milioni necessari alla riforma degli ammortizzatori sociali (in primo luogo l´aumento dell´indennità di disoccupazione), nonché i fondi per l´avvio del primo modulo della riforma fiscale.
Garanzie che non modificano affatto la posizione totalmente negativa della Cgil. Il neo segretario generale Guglielmo Epifani, al suo battesimo da leader, ha confermato la linea di Cofferati: nella Fiananziaria «manca il sostegno allo sviluppo e sono sbagliate le operazioni di cartolarizzazione». No della Cgil anche «ad un concordato che poi si trasformi in condono», nonché ai tagli nei settori della scuola e della sanità. Secondo Epifani serve invece «un serio sostegno ai consumi e un´azione efficace per mettere sotto controllo i prezzi».
Poco prima di recarsi a palazzo D´Amato ha puntualizzato: «Abbiamo dato fiducia al governo, ora la stiamo verificando», fiducia «non vuol dire cambiali in bianco. Adesso vogliamo vedere non patti scritti, ma riforme realizzate». Il presidente degli industriali ha moltiplicato gli avvertimenti al governo: serve una Finanziaria di svolta, con misure «forti e coerenti», il risanamento dei conti pubblici è ancora lontano, ed è stato un grave errore aver voluto fare «una finanziaria normale in tempi eccezionali», mentre «alla fine si è visto che non è possibile». Quanto al governo Berlusconi, la Confindustria «crede ancora che possa dare all´Italia crescita e sviluppo» e invita maggioranza e opposizione a smetterla con le campagne elettorali.