Cgil compatta sullo sciopero Lavoro, mobilità record in Italia

13/06/2002


GIOVEDÌ, 13 GIUGNO 2002
 
Pagina 28 – Economia
 
LA PROTESTA
 
La scelta di Cofferati approvata all´unanimità dal direttivo. Oggi riprende la trattativa sull´art.18
 
Cgil compatta sullo sciopero Lavoro, mobilità record in Italia
 
 
 
Uno studio Inps rivela: abbiamo il turn over più alto d´Europa dopo il Regno Unito
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Riprende oggi il «tavolo» su articolo 18 e ammortizzatori sociali dove siedono – in primo luogo – governo, Confindustria, Cisl e Uil. Il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, è particolarmente fiducioso: «Il confronto procede bene, sono ottimista, questa è la volta buona e ho anche numerosi elementi per dirlo», annuncia a margine del «question time» alla Camera. A parte gli incontri preliminari (e «segreti» direbbe il leader della Cgil, Sergio Cofferati), le parti sociali si vedono ufficialmente oggi per la seconda volta. I temi all´ordine del giorno riguardano gli incentivi all´occupazione e gli ammortizzatori sociali, «oggetto» di scambio con le modifiche all´articolo 18.
Maroni auspica ancora che la Cgil ci ripensi e torni al tavolo. Ma è chiaro che la Cgil non tornerà indietro: ieri il direttivo ha approvato all´unanimità la proposta di un nuovo sciopero generale da tenersi in autunno, quando la delega che uscirà dal confronto tra il governo e le altre parti sociali approderà in Parlamento, ma anche in ocasione della presentazione della Finanziaria. Per Maroni, lo sciopero è «un esercizio ardito, contro le intenzioni del governo: com´è possibile annunciare uno sciopero contro la Finanziaria quando non abbiamo fatto ancora il Dpef?». Lo spiega lo stesso Cofferati: «Ci sono ragioni consistenti e serie per contrastare le intenzioni del governo, che non sono categorie dello spirito, ma provvedimenti scritti e presentati in Parlamento: non riesco a vedere l´anomalia di cui parla Maroni».
Cofferati attacca Cisl e Uil, le quali parlano di sciopero ingiustificato che indebolisce il sindacato: «Avevamo deciso insieme e chiesto a milioni di persone – dice Cofferati – di sostenere le nostre decisioni comuni. Nell´atteggiamento del governo non è cambiato nulla e, pertanto, per noi non c´è ragione per negoziare su temi sui quali avevamo deciso insieme che non c´era la disponibilità a trattare». Al presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, che ha definito lo sciopero generale della Cgil «costoso per i lavoratori», Cofferati risponde: «Gli scioperi sono sempre costosi per i lavoratori: questo è proprio il loro tratto etico».
A proposito di mercato del lavoro, uno studio presentato dall´Inps, condotto in collaborazione con il Laboratorio Riccardo Revelli di Torino, mette decisamente in discussione il luogo comune della sua «eccessiva rigidità». Dalla ricerca emerge, infatti, che la mobilità sul mercato del lavoro italiano è invece molto alta, inferiore in Europa soltanto a quella del mercato del lavoro di Tony Blair. Da noi il turnover annuale è infatti del 61 per cento (incide chiaramente la massiccia presenza degli atipici), contro il 75 per cento della Gran Bretagna. Che cosa significa? Che oltre 60 lavoratori su cento cambiano lavoro ogni anno. Nella ricerca si legge che al Sud il turnover è del 31 per cento, nel Nord-est raggiunge la punta del 68 per cento, nel Nord-ovest è al 48 per cento. Non sempre, tuttavia, si tratta di una mobilità «buona», sottolinea il presidente dell´Inps, Massimo Paci, che spiega: «Esiste una via bassa alla mobilità che porta dritto alla precarietà e al nuovo proletariato dei servizi».