Cgil, Cofferati lascia il direttivo

24/06/2003

martedì 24 giugno 2003
 
Pagina 29 – Economia
 
 
IL CASO
Cgil, Cofferati lascia il direttivo


          ROMA – Nel giorno dell´uscita dal direttivo di Sergio Cofferati, che al momento della formalizzazione della sua candidatura a sindaco di Bologna si dimetterà anche dalla guida della Fondazione Di Vittorio, la Cgil vota a favore della linea Epifani a larghissima maggioranza. L´ordine del giorno conclusivo del direttivo di ieri, che parla del Patto firmato con Confindustria e delle due ore di sciopero contro la riforma Biagi entro fine settembre, ma non della scelta di schierarsi sul sì nel referendum per l´estensione dell´art.18, ottiene tre sole astensioni e un voto contrario (Aldo Amoretti, presidente Inca).
          Il direttivo Cgil si apre con la lettura della lettera di dimissioni di Cofferati da parte di Epifani, che manifesta il suo apprezzamento per «la sensibilità» dell´ex segretario: Cofferati non era infatti obbligato a lasciare ieri, poteva attendere – anche per l´addio al direttivo – fino alla formalizzazione della candidatura a sindaco di Bologna. Oltre alla proclamazione delle due ore di sciopero entro settembre contro la riforma Biagi, il direttivo approva poi «l´intesa bilaterale raggiunta tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria su sviluppo, occupazione e competitività», intesa «di segno contrario agli obiettivi del manifesto di Parma presentato dalla Confindustria nel 2001 e degli atti e comportamenti successivi a partire dal Patto per l´Italia». Nel pomeriggio Epifani aveva previsto il voto a larga maggioranza: «Delle differenziazioni tra di noi ho letto soprattutto sulla stampa», dice. Epifani sottolinea poi i punti di convergenza con Cisl e Uil (Patto per lo sviluppo e documento sul terrorismo), precisando che si potrebbe arrivare a una posizione comune anche contro i decreti attuativi della legge Biagi: «Il nostro dissenso è molto forte, ma anche il documento della Cisl non è particolarmente tenero».
          Il «Patto» con Confindustria ottiene il sì dell´area dei «cofferatiani doc», che avevano manifestato qualche perplessità prima della firma. Marigia Maulucci, segretaria confederale, astenuta, rimane sola a contestare apertamente la scelta: la Cgil, prevede, «si troverà invischiata in un confronto triangolare che non ha scelto». Per Maulucci, «si stanno compiendo scelte contraddittorie, ambigue, segnate da tatticismi e politicismi». Favorevoli all´intesa, invece, Carlo Ghezzi e Achille Passoni, pronto a portare in piazza tre milioni di persone anche per Epifani: «Sulla Finanziaria non lo escludo». Lo sciopero contro la riforma Biagi suscita l´ironia del sottosegretario Maurizio Sacconi: «Gli ingenui entusiasmi di qualcuno per la presunta svolta della Cgil si sono già raffreddati».

          (r.d.g.)