Cgil, Cisl e Uil: vertice post-sciopero

23/04/2002








Cgil, Cisl e Uil: vertice post-sciopero

Angeletti, Cofferati e Pezzotta a colloquio per cercare di trovare un percorso unitario dopo lo sciopero generale. Ma tutto è fermo in attesa di vedere le "carte" dell’esecutivo. Il premier ribadisce: dialogo e riforme.

di Fe. Al.


ROMA- I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil si rivedono dopo lo sciopero generale. Vertice in casa Uil  per valutare quanto è successo il 16 marzo (giornata considerata dai sindacati un vero successo: 90% di astensione dal lavoro contro il 35% di Confindustria. Oggi Bankitalia dà il suo dato: 50% nell’istituto centrale), ma soprattutto per definire una strategia all’eventuale ripresa del dialogo con l’esecutivo.

Angeletti, Cofferati e Pezzotta non si diffondono in particolari. Ferma restando il "no" alle modifiche all’articolo18 e all’arbitrato e la necessità di intervenire pesantemente sulla decontribuzione così com’è stata disegnata dal governo, ci sono altre cose sulle quali Cgil, Cisl e Uil punteranno i piedi. Lo hanno già fatto scrivendo direttamente al presidente del Consiglio per chiedere di essere chiamati a discutere della delega fiscale (domani la Cisl, nel suo esecutivo spiegherà che le aliquote previste dalla riforma devono essere almeno quattro per garantire equità e non due come dice il governo). E oggi hanno fatto altrettanto, questa volta però gli interlocutori sono Tremonti e Marzano, per chiedere le risorse necessarie a finanziare i patti territoriali  già programmati.

Dialogo (ci punta il governatore del Lazio, Storace, che invita l’esecutivo a spostare alla fine della discussione il tema dei licenziamenti) e paletti. Ma dopo il Primo Maggio. Lo conferma anche il premier da Valencia dove dice di voler proseguire nel confronto senza però rinunciare alle riforme.  Il ministro che ieri non ha messo una buona parola sul dialogo, puntando il dito sui bilanci sindacali e sui Caf è in partenza per Montreal, per il G8 del lavoro. Ma intanto oggi il sottosegretario Sacconi ha incontrato i sindacati per presentare il Nap 2002 (il Piano nazionale per l’occupazione) che sarà poi portato in sede Ue.  Il segretario confederale Cisl, Bonanni, critica  l’estrema vicinanza tra la presentazione del Piano alle parti e poi a Bruxelles: "Il  governo non ci coinvolge abbastanza", dice. Ma il sottosegretario al Welfare invita al confronto:  ‘Il dialogo riparta dall’onesta considerazione di questi 10 mesi di confronto che ha prodotto accordi importanti – dice Maurizio Sacconi rivolto a Cgil, Cisl e Uil - Rifacciamo mente locale. Si riparta dal fatto che altri accordi possono essere senz’altro definiti in materie condivise. E che sull’art.18 se c’ è disponibilità a discutere senza pregiudizi e a cercare mediazioni, queste non saranno impossibili”.

Ma sull’articolo  18 i sindacati non sembrano disposti a mediare. E, dopo lo sciopero generale,  stanno anche per decidere come continuare la mobilitazione.

(22 APRILE 2002; 0RE 15:25, aggiornato alle 20:01)