Cgil, Cisl e Uil verso lo sciopero: redditi sotto attacco

15/11/2004

    domenica 14 novembre 2004

    sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2

    Cgil, Cisl e Uil verso lo sciopero: redditi sotto attacco

      LI.P.

      ROMA • Lunedì sera, l’incontro tra Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti si aprirà con una nuova lettura della Finanziaria. Non che la manovra economica sia diventata un "classico" da rileggere, ma dall’ultima volta che i tre leader si sono visti, i testi sono di nuovo cambiati. La riforma fiscale non è più quella annunciata del premier. E anche, l’accordo trovato nell’ultimo vertice, forse verrà rivisto e corretto per le pressioni di Alleanza nazionale e dei centristi. In ogni caso, le misure e le coperture finora individuate, sono ancora indigeste per il sindacato. Dunque, nonostante la riduzione delle aliquote sia ormai slittata, per le tre confederazioni le ragioni dello sciopero del 30 novembre restano intatte. Sostanzialmente perchè manca un progetto per lo sviluppo del Paese, perchè i redditi di lavoratori e pensionati sono «sotto attacco».

      Sarà più o meno questo lo slogan dello sciopero di fine mese. Il giudizio del sindacato, insomma, non cambia. E, soprattutto, quello che i tre leader ripeteranno è che non hanno avuto l’occasione di esprimere il loro punto di vista guardando in faccia gli esponenti del Governo. Non si è mai aperta una trattativa e le parti sociali sono state costrette a trovare dei luogi di semi-concertazione per conto loro: innanzitutto sul Mezzogiorno sottoscrivendo un protocollo con le associazioni imprenditoriali.

      Il 30 novembre non ci sarà una manifestazione nazionale a Roma perchè le mobilitazioni (4 ore) saranno territoriali. La protesta è passata anche sotto il giudizio della Commissione di Garanzia che ha invitato il sindacato a escludere dall’astensione al lavoro g li statali e il trasporto pubblico. Invito declinato dai tre segretari generali ma al vicenda sembra ancora aperta.

      Nell’incontro di lunedì soprattutto la Uil, punterà a fare chiarezza su una cosa: ridurre le tasse non è un male. Il sindacato, soprattutto la confederazione di Angeletti, ci tiene a non apparire come il difensore di un sistema fiscale alto e iniquo. A maggior ragione ora che il problema principale dei lavoratori è una busta paga impoverita da un lato dal carovita e dall’altro dal peso della tassazione. È qui che Luigi Angeletti proporrà di nuovo il suo cavallo di battaglia: detassare gli incrementi salariali per almeno i prossimi due anni.

      Non va giù ai sindacati neppure l’esiguità delle risorse destinate alle famiglie per il prossimo anno. Ma non si parlerà solo di Governo e di sciopero. I tre segretari generali fisseranno anche la data per far partire le due commissioni interconfederali sulla riforma della contrattazione e sulle nuove regole di democrazia sindacale. Ma verrà fissato anche l’appuntamento al quale la Cisl tiene di più: il seminario sull’autonomia sindacale. I rapporti con la politica sono, come ha detto Angeletti, uno dei problemi che «determinano e determineranno alti e bassi» ancora per molto nelle relazioni tra Cgil, Cisl e Uil».

      La prossima settimana è cruciale anche per un’altra ragione. Perchè partono le elezioni delle Rsu (rappresentanze sindcali) nel pubblico impiego. Il responso delle urne darà un "peso" alle tre confederazioni in un un settore ancora vitale per i sindacati. Il voto si concluderà il 18 novembre e, forse, poi si potrebbe aprire anche la trattativa per il rinnovo del contratto ne pubblico impiego scaduto all’inizio dell’anno.

      Tutti negano ma anche la vicenda dei metalmeccanici avrà un suo spazio. Fiom, Fim e Uilm si stanno impegnando nella costruzione di una piattaforma unitaria in vista della scadenza del biennio economico ma la situazione è ancora ferma. Le divisioni restano sul salario e non è escluso che i tre leader proveranno a ipotizzare una mediazione.