Cgil, Cisl e Uil rafforzate a tavolino

19/07/2007
    giovedì 19 luglio 2007

    Pagina 7 – Primo Piano

    Dal primo gennaio 2008 rischiano di sparire le piccole sigle attualmente riunite in federazioni.

      Cgil, Cisl e Uil rafforzate a tavolino

      D’accordo con il governo ridimensionati i sindacati minori

        di Carlo Forte

          Dal primo gennaio 2008 rischiano di sparire dalle trattative nazionali del pubblico impiego le piccole sigle federate. Rischiano, tra l’altro, di non avere più diritto neanche ai distacchi e ai permessi, nonostante sulla carta abbiano un numero sufficiente di iscritti. Distacchi e permessi, su cui si misura la forza del sindacato, che verrebbero stornati ai piccoli per essere proporzionalmente ripartiti tra le grandi sigle. L’operazione, che rafforzerebbe in primis Cgil, Cisl e Uil, in particolare nei settori della scuola e della sanità, sta per essere condotta in porto in queste ore attraverso un accordo tra gli stessi sindacati e l’Aran, l’agenzia governativa per la contrattazione nel pubblico impiego. Un accordo che, nei fatti, ridefinisce a tavolino le forze in campo attraverso un’interpretazione retroattiva della rappresentatività sindacale. E sul quale i piccoli minacciano battaglia.

          Insomma, mentre incalza l’estate, e i lavoratori vanno in ferie, i sindacati nelle retrovie battagliano sino all’ultima interpretazione e tessera per ripresentarsi più forti alla ripresa dei lavori a settembre.

            Una battaglia alla quale non sarebbe estranea la partita della riforma delle pensioni, sulla quale il governo ha in piedi una delicata trattativa con tanti soggetti, dai disiddenti interni ai sindacati, in particolare i tre confederali. Una partita che dovrà essere chiusa entro settimana, circostanza vuole contestualmente al varo dell’accordo sui distacchi e i permessi sindacali nel pubblico impiego.

              I sindacati, per sedere ai tavoli negoziali devono essere rappresentativi, prevede la legge.

                Per ottenere questo requisito è necessario raggiungere almeno il 5% della rappresentatività totale del comparto di appartenenza.

                  Il tasso di rappresentatività si calcola per metà sommando tutte le tessere degli iscritti al sindacato e, per l’altra metà, sommando i voti ottenuti dallo stesso sindacato alle elezioni delle Rsu.

                    Elezioni che si sono svolte nei mesi scorsi e che hanno visto in avanzamento, nei settori scuola e sanità, proprio le sigle federali. La bozza di intesa prevede che le deleghe per essere valide devono essere a nome della federazione e non dei sindacati che ne fanno parte. Non hanno nessun problema, perché hanno tessere in proprio, la Cgil di Gugielmo Epifani, la Cisl di Raffaele Bonanni, la Uil di Luigi Angeletti.

                      I problemi ci sono invece per i piccoli che esistono come federazioni di sindacati e che fino ad oggi non hanno mai avuto deleghe proprie.

                        Il comma 3, dell’articolo 7 della bozza fissa una data, quella del 31 dicembre 2007, entro la quale tutte le federazioni sono chiamata «a documentare che il soggetto sindacale in capo al quale si deve accertare la rappresentatività è titolare in proprio di delega per il versamento dei contributi sindacali e che allo stesso sono imputate, per effettiva successione, le deleghe delle quali risultino titolari le organizzazioni costituenti, incorporate per fusione, affiliate, federate o in altre forme aderenti, comunque denominate».

                          L’interpretazione della regolarità delle deleghe rimetterebbe in gioco i 25 distacchi, su 414, del Nursing-up, il sindacato degli infermieri, e gli 88 della Gilda-Unams, su 1100, per il settore scuola. Distacchi che, senza sanatoria, verrebbero ripartiti tra gli altri sindacati rappresentativi, proporzionalmente alla forza già detenuta.

                            «Qualora, entro il 31 dicembre 2007, i soggetti sindacali non forniscano la documentazione richiesta… non sarà possibile riconoscere in capo agli stessi la rappresentatività per il biennio 2008/09».

                              E i piccoli non ci stanno a sentirsi dire che si tratterebbe solo di una semplice riaffermazione di una regola, quella appunto della regolarità sostanziale delle deleghe.

                                «E’ una modifica di sostanza, che annullerebbe la rappresentatività decisa dai 60 mila che ci hanno votato alle Rsu e dai 47 mila che si sono iscritti alle sigle della federazione», attacca Rino Di Meglio, coordinatore nazionale di Gilda-Unams, «di colpo, il lavoro di venti anni anni, che ci ha visto crescere nella scuola, sarebbe vanificato. Non esisteremmo più». Ma la chance di una regolarizzazione entro fine anno? «Come Gilda-Unams», spiega Di Meglio,« non abbiamo mai avuto neanche una tessera. E richiamare i tesserati delle sigle federate per dirgli che devono rifare tutte le pratiche, entro fine anno, è un’operazione perdente in partenza». (riproduzione riservata)