Cgil, Cisl e Uil: «Fermiamo la crisi»

15/02/2005

    martedì 15 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 17
    Cgil, Cisl e Uil: « Fermiamo la crisi »
    MILANO • « Fermiamo la crisi industriale. Rilanciamo lo sviluppo e la difesa dell’innovazione » . È il titolo del documento manifesto che i sindacati presenteranno oggi a Milano, al convegno di quadri e delegati di Cgil, Cisl e Uil. Sul palco ci saranno i segretari dei sindacati: per le tre organizzazioni è in atto « una pesante involuzione dell’industria e in generale dell’intero sistema Paese » , testimoniato dall’ultimo rapporto Cisl: 430mila posti di lavoro a rischio e più di 3.200 aziende in crisi.

    Molte le proposte di rilancio del documento. Anzitutto, sulla politica industriale, con l’idea di una sede permanente di confronto sui settori industriali per monitorare quelli a rischio e stabilire misure necessarie per il loro sviluppo. I settori sono: auto, siderurgia, chimica, tessile, agroalimentare, costruzioni, telecomunicazioni, elettronica. Poi il ruolo dello Stato nell’economia: il sindacato propone un intervento pubblico temporaneo per evitare le crisi, una nuova normativa fallimentare, le riforme degli ammortizzatori sociali e degli incentivi, la riduzione del carico fiscale sul lavoro.


    Ancora, l’attenzione al made in Italy, attraverso l’etichettatura obbligatoria e la lotta alla contraffazione. Il Sud, ovviamente, è tra le emergenze: Cgil, Cisl e Uil sollecitano l’attuazione del « progetto Mezzogiorno » , frutto dell’accordo tra le parti sociali. Il capitolo sulla ricerca chiede un fondo nazionale pubblico per finanziare progetti di innovazione tecnologica e sviluppare settori strategici. Sulla formazione, Cgil, Cisl e Uil chiedono alla conferenza Stato Regioni e al governo di realizzare entro il 2010 gli obiettivi del vertice di Lisbona ( 85% di giovani in possesso di diploma). Infine, le infrastrutture: i sindacati chiedono di sostenere l’infrastrutturazione del Paese, anche attraverso l’opera di contrasto delle infiltrazioni mafiose.