Cgil, Cisl e Uil divise sullo sciopero

23/05/2002





Cofferati scrive ai due leader: mobilitazione contro l’Esecutivo – No di Angeletti, gelo da Pezzotta
Cgil, Cisl e Uil divise sullo sciopero
ROMA – Parte da Sergio Cofferati l’iniziativa di riprendere un percorso sindacale comune contro le scelte di politica economica del Governo. Il leader della Cgil ha scritto ai segretari generali di Cisl e Uil chiedendo un incontro per mettere a punto una piattaforma unitaria e un programma di lotta che non esclude un nuovo sciopero generale. La lettera, arrivata già lunedì, sulla scrivania di Savino Pezzotta e Luigi Angeletti ha però ricevuto un’accoglienza piuttosto tiepida. Savino Pezzotta tace, preferisce non commentare l’invito di Cofferati e fa sapere che risponderà, sempre con una lettera, nei prossimi giorni. Luigi Angeletti, invece, frena sullo sciopero generale: «Non ne vediamo la necessità – ha detto – piuttosto potremmo pensare a iniziative articolate che sono più efficaci». La richiesta formale di Cofferati prelude la possibile convocazione del Governo alle parti per la ripresa del negoziato e dà per scontato che senza uno stralcio delle nuove misure sull’articolo 18, né la Cgil, né la Cisl, né la Uil resteranno a trattare. L’esigenza di un incontro unitario nasce, appunto, «qualora – scrive Cofferati – si determinassero le condizioni per una ripresa del negoziato, attraverso l’accoglimento della nostra comune richiesta, sostenuta anche con lo sciopero generale del 16 aprile, di stralcio e cancellazione di qualsiasi norma legislativa (delega o altro) che intervenga sul reintegro e l’arbitrato». Il messaggio è chiaro, come la scelta dei tempi: le elezioni alle porte, una possibile imminente convocazione, i tentativi del Governo di costruire una mediazione anche sulle ipotesi di modifica sull’articolo 18 da legare alla riforma degli ammortizzatori, formazione, fisco e Sud. Ma novità Cofferati proprio non ne vede, anzi, giudica «crescenti» le difficoltà di rapporto con il Governo che «necessitano di una ferma e ulteriore risposta» sindacale. Una risposta su due piani: da un lato piattaforma comune sul mercato del lavoro con l’estensione dei diritti verso i lavoratori che ne sono privi, il rafforzamento della formazione collegato alla riforma degli ammortizzatori sociali, e la sollecitazione alla riforma del processo del lavoro; dall’altro azioni di lotta a sostegno delle rivendicazioni che non escludono, appunto, lo sciopero. Insomma, se il Governo non ha fretta e aspetta il test delle amministrative, Cofferati approfitta degli indugi, scomodi anche per Cisl e Uil, e accelera cercando di aprire una nuova fase di scontro. Già Pezzotta e Angeletti hanno più volte sollecitato l’Esecutivo a convocare il tavolo di negoziato e, ora, la lettera di Cofferati non fa che rendere più urgente la loro richiesta. «C’è un termine evidente – ha detto ieri Angeletti – oltre il quale il Governo non potrà non scegliere ed è quando riprenderà il lavoro in Parlamento: allora si dovrà decidere cosa fare della delega». Il richiamo a una piattaforma unitaria è forse la novità della lettera di Cofferati anche se è una "subordinata" alla piega che prenderanno i rapporti tra Governo e sindacati, sia nelle trattative informali che formali. L’idea di una proposta comune su lavoro e welfare è stata infatti, fino a oggi, accompagnata da grandi scetticismi nel sindacato, anche nella Cgil. E oggi l’Ulivo presenta, proprio sui temi del lavoro, il nuovo Statuto. Intanto il Fondo monetario internazionale chiede all’Italia lumi in tema di riforme. In un questionario di 36 domande l’istituto ci interroga sul mercato del lavoro, sui prezzi, su come «ridurre le disparità regionali esistenti in termini di occupazione», sulla liberalizzare dei mercati dell’energia, telecomunicazioni e trasporti e sul rilancio degli investimenti.

Lina Palmerini
Mercoledí 22 Maggio 2002