Cgil, Cisl e Uil distanti dal Pd

18/04/2007
    mercoledì 18 aprile 2007

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    Verso i congressi

      Cgil, Cisl e Uil distanti dal Pd

        Epifani non è delegato, al congresso dei Ds che si apre domani, anche se gli è stato offerto dalla Campania e dal Lazio, fino all’ultimo giorno utile. Non ha votato al congresso della sua sezione e si è astenuto dal prendere posizione sul dibattito che sta spaccando il partito, anche se le sue critiche al Pd sono note, per preservare l’unità e l’autonomia del sindacato. Nemmeno al congresso di Roma del 2005 fu delegato (aderiva allora al «gruppo dei 26») e preferì parlare in qualità di capodelegazione della Cgil, come farà anche questa volta sabato mattina dopo aver fatto, venerdì, un salto da Rutelli. Rimane un notevole dato storico: non era mai accaduto che un segretario generale della Cgil non venisse delegato a un congresso di partito della sinistra, sia quando si trattava del Psi (Regola e D’Aragona), sia quando si trattò del Pci-Pds-Ds, da Di Vittorio a Cofferati, delegato “semplice” di Cremona a Pesaro nel 2001. Altra cosa certa è che, a Firenze, il grosso della Cgil si dividerà a metà, tra fautori e avversari del partito democratico.

        Bonanni ascolterà la relazione di Rutelli al congresso della Margherita, venerdì, e poi parlerà (come ha fatto, peraltro, al congresso dell’Udc) mentre a quello dei Ds interverrà solo a un dibattito a latere con Fassino per la registrazione di Porta a Porta. La Cisl ci tiene, alla sua autonomia, e non ha intenzione di farsi arruolare, nel Pd: è molto più interessata alle possibili, future, convergenze tra moderati (Udc e Margherita in testa) e riformisti, processo che, peraltro, per la Cisl potrebbe persino favorire un processo a lungo atteso, quello dell’unità sindacale.

        Angeletti non sarà nemmeno in Italia, ma in Brasile, per «precedenti impegni internazionali». Cuore socialista, mai iscritto ai Ds, fu però tra i presentatori della mozione Fassino, all’ultimo congresso, ma da tempo ribadisce: «Mi interessano i contenuti, non i contenitori». Insomma, i fautori del pd (capofila ne sono il segretario confederale Achille Passoni in Cgil, il segretario generale aggiunto Pierpaolo Baretta in Cisl, il segretario confederale Paolo Pirani in Uil), pure dotati di ampio seguito e solide alleanze, nelle tre confederazioni, avranno da faticare non poco, nei prossimi mesi. Puntano molto su un «Forum per il lavoro» che partirà dopo i congressi e sulla fase costituente del Pd, che ha i suoi fan specie tra i riformisti di casa Cgil e Uil. Ma chi avversa apertamente il progetto (Paolo Nerozzi e i mussiani nella Cgil, l’area più filo-Udc nella Cisl, i fautori di una ricomposizione socialista nella Uil) di certo non resterà con le mani in mano. Rimane un dato di fatto: i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, più che alle sorti dell’unificazione tra Ds e Margherita, rispetto alla quale sembrano distanti, se non freddi, sono interessati (e preoccupati) soprattutto dal dialogo, che va avanti a corrente alternata, col governo, su pubblico impiego, stato sociale e pensioni.