Cgil, Cisl e Uil danno il via alla campagna di primavera

08/03/2004

6 Marzo 2004

retroscena
Roberto Giovannini

LE CONFEDERAZIONI SI RITROVANO NUOVAMENTE UNITE
Cgil, Cisl e Uil danno il via alla campagna di primavera

In cantiere molte iniziative, assemblee e manifestazioni regionali
Coinvolti anche scuola e pensionati, che sfileranno a Roma il 3 aprile

ROMA
I sindacati sono pronti a proclamare lo sciopero generale per il 26 marzo: quattro ore di astensione dal lavoro, con manifestazioni e cortei nei principali capoluoghi. La decisione formale sarà presa mercoledì nel corso dell’assemblea nazionale unitaria dei delegati di Cgil-Cisl-Uil, la prima da molti anni. Un’assise che varerà – altra novità di rilievo – una piattaforma unitaria sui temi dello sviluppo e della politica economica, oltre che sul welfare e la riforma delle pensioni.
Sarà l’apertura di una «primavera calda», che potrebbe creare ulteriori grattacapi a un centrodestra alle prese con una situazione economica del paese tutt’altro che rassicurante? Sarà l’avvio di una nuova stagione di unità sindacale, paradossalmente cementata proprio dal governo che tanto ha operato per cercare di dividere i sindacati, isolando la Cgil? Difficile fare previsioni. Parlando con i dirigenti sindacali e rivolgendo loro questi interrogativi, l’impressione è che sicuramente nelle prossime settimane ci sarà un forte aumento della tensione sociale, ma che la mobilitazione e la protesta non raggiungerà certamente l’acme toccato nel 2002 sull’articolo 18, o nel 2003 sulla riforma previdenziale. Complice anche il calendario, fanno notare i sindacalisti: due settimane dopo lo sciopero generale ci sarà Pasqua, e a seguire le feste del 25 aprile e del primo maggio. E ben presto arriverà la campagna elettorale e le votazioni per amministrative ed europee. Insomma, sarà difficile alimentare una campagna di protesta «continua», anche se non mancheranno le iniziative: le assemblee (anch’esse unitarie) nei luoghi di lavoro, gli scioperi regionali già programmati o da concordare in aree di crisi, un probabile sciopero generale della scuola e dell’università contro la riforma Moratti, e soprattutto la manifestazione del 3 aprile che vedrà sfilare per le vie di Roma almeno mezzo milione di pensionati. Ma come spiega il segretario confederale Cgil Paolo Nerozzi, quel calendario «rende impossibile anche una rapida approvazione della delega previdenziale».
Vale più o meno lo stesso discorso quanto alla «forza» e innovatività della piattaforma unitaria su sviluppo e politica economica, e alla possibilità che sia il primo passo di una ritrovata, stabile, unità tra Cgil-Cisl-Uil. Il documento – la cui prima stesura è stata curata dalla Cisl, poi emendata e ampliata senza particolari tensioni – sostanzialmente non contiene proposte di grande novità o impatto: parte dall’intesa firmata a suo tempo con Confindustria, aggiornandola e ampliandola sui temi della politica industriale, del Sud, del welfare e delle pensioni, della casa, dei trasporti, delle infrastrutture, degli ammortizzatori sociali, della scuola. «Una lista ponderosa di argomenti – dice il segretario confederale Uil Paolo Pirani – non troppo nelle proposte». Ad esempio, sulla previdenza non ci sono assolutamente accenni a soluzioni alternative a quelle del governo. Concorda anche Nerozzi: «non è certo il socialismo, ma è presentabile. Non è particolarmente innovativo, ma è innovativo che ci sia. È la summa delle posizione unitarie fin qui emerse, un minimo comun denominatore, un punto di partenza». Del resto, ammette il collega cislino Raffaele Bonanni, «nel formulare proposte abbiamo avanzato soltanto quelle che sapevamo sarebbero andate bene anche a tutti gli altri».
A unire le confederazioni, secondo Nerozzi, «il giudizio comune sulla gravità della situazione del paese, sul disastro economico che ci è di fronte, la valutazione negativa dell’operato del governo Berlusconi. Io vedo davanti a noi una fase non breve di unità sindacale». Bonanni spiega che «bisogna far capire ai lavoratori la gravità della situazione economica, spiegare il riposizionamento del sindacato e costruire nuove alleanze con nuovi soggetti sociali». Ma attenzione: per il dirigente Cisl, «bisogna essere uniti ora, con un centrodestra sotto elezioni, ma anche con un’altra eventuale maggioranza che tra un anno e mezzo facesse cose sbagliate». Da parte sua, Pirani definisce «importante e necessario» il fatto che Cgil-Cisl-Uil marcino insieme, ma forse non sufficiente per incidere davvero. «Basta una continuità di idee valide, oppure servirà più innovazione per affrontare la gravità della crisi del paese?». E infine, il, sindacalista Uil auspica anche un segnale dalla nuova Confindustria di Montezemolo: visto che la piattaforma unitaria parte proprio dall’intesa con gli industriali, «offriamo loro una sponda importante se volessero davvero riannodare un dialogo nuovo col sindacato. Se arrivasse, sarebbe un segnale utile per avviare una positiva stagione di relazioni sindacali».