Cgil, Cisl e Uil convocate dopo l’Epifania

24/12/2004

    venerdì 24 dicembre 2004

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 2

    Incontri sulle misure per l’economia e i contratti pubblici Reazioni fredde: «A manovra fatta è tardi»
    Cgil, Cisl e Uil convocate dopo l’Epifania
    Alemanno: ancora possibili correzioni inserite nel Dl

    LINA PALMERINI

      ROMA • Il Governo convocherà i sindacati dopo l’Epifania. Una doppia convocazione: una annunciata dal ministro Alemanno sulla competitività, l’altra dal titolare della Funzione pubblica sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Fredda la reazione di Cgil, Cisl e Uil che, intanto, hanno preso carta e penna per scrivere alle imprese chiedendo un confronto sulla crisi industriale. Del resto, incontrare il Governo a Finanziaria già fatta, con gli stanziamenti già approvati dal Parlamento, non dà veri margini per un negoziato. Insomma, sono le cifre della manovra — poche e "blindate" — e quelle del decreto legge sulla competitività — su cui non è stata trovata ancora la copertura — a spegnere l’entusiasmo in casa sindacale.

      Anche se, il ministro di An Alemanno, nell’annunciare l’impegno del premier a convocare le parti a Palazzo Chigi, ha precisato: «Discuteremo del decreto legge che conterrà anche integrazioni e correttivi di alcune delle norme scritte in Finanziaria». Insomma, secondo Alemanno il decreto legge — che dovrebbe essere varato entro gennaio — sarà un’altra occasione utile per accogliere cambiamenti e suggerimenti di sindacati e imprese.

      Il testo del provvedimento sulla competitività, messo a punto dal ministro Marzano, è stato già trasmesso alle forze sociali come ha confermato lo stesso ministro a Radio 24. Il Sud, Irap, il riordino degli incentivi, il turismo, l’innovazione sono alcuni dei capitoli del testo che prevede stanziamenti per 287 milioni di euro per il 2005 e 487 milioni l’anno per il 2006 ed il 2007 (si veda anche l’articolo in alto). I sindacati non hanno avuto ancora modo di leggere con attenzione la bozza del provvedimento ma le prime reazioni sono tutt’altro che positive.

      «Una discussione virtuale» — come dice Paolo Pirani della Uil — è quella che si aspettano i sindacati ma il tavolo di negoziato non lo diserteranno. «Il Governo prima decide la Finanziaria — ha commentato ieri il segretario confederale della Cgil Carla Cantone — senza nemmeno consultare le parti e poi quando i buoi sono scappati dalla stalla ci chiama. Non so cosa ci proporrà perché ho la sensazione che non ci siano risorse a disposizione. Se saremo convocati andremo, nella speranza che sia un incontro utile. Ma se non c’è nessuna copertura disponibile non so che ci andremo a fare».

      Il pessimismo non è solo targato Cgil. Anche in Cisl e Uil la convocazione oltre che «tardiva» lascia tante perplessità. «Vorremmo — dice Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl — la garanzia sulle risorse effettive per il Sud. Sulla competitività bisogna partire dalla crisi del sistema industriale tamponando le emergenze e facendo investimenti. Certo, avendo le risorse già tutte impegnate non capisco cosa possano fare». Intanto i sindacati hanno fissato un proprio calendario che, a gennaio, prevede due assemblee sul Sud e l’industria. «Il problema — ha detto il segretario confederale della Uil Pirani — è se ci sono risorse. Fare la discussione senza soldi è come fare le nozze con i fichi secchi».

      E le «nozze con i fichi secchi» sono quelle che temono anche i sindacati del pubblico impiego che accolgono senza slanci la convocazione «tardiva» del ministro della Funzione Pubblica, Mario Baccini, sui contratti. «Subito dopo le feste», è l’appuntamento che il neo-ministro ha dato alle tre confederazioni, quando la Finanziaria sarà stata già approvata con gli stanziamenti fissati per i rinnovi della pubblica amministrazione. «Il contratto dei dipendenti pubblici — ha detto Baccini — è una cosa che vogliamo fare e dobbiamo fare, tenendo conto della situazione del Paese e senza mortificare nessuno». La partita del pubblico impiego non è fatta solo di contratto — scaduto ormai da un anno — ma anche del blocco turnover che ha costretto il Governo a correzioni in corsa. Si vedrà se il primo incontro con il ministro convincerà il sindacato a rinunciare al nuovo sciopero previsto a gennaio.