Cgil, Cisl e Uil confermano la bocciatura

28/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Posizioni comuni nelle critiche su contratti pubblici e deleghe – Cofferati: misure sbagliate e inefficaci

    Cgil, Cisl e Uil confermano la bocciatura
    Pezzotta a Tremonti: «A un autunno caldo preferisco un autunno calmo» – Più prudente la Uil
    ROMA – Si è concluso con i commenti del giorno prima l’incontro di ieri tra sindacati e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sulla Finanziaria. Cgil, Cisl e Uil hanno confermato la loro insoddisfazione nei confronti delle misure previste nella manovra, data l’assenza di novità e di risposte chiare dal Governo. Soprattutto sui punti più contestati, cioè contratti pubblici e le deleghe chieste dall’Esecutivo su Welfare e fisco, non è stato fatto alcun passo in avanti. Al contrario, Tremonti ha difeso l’uso delle deleghe nonostante la forte opposizione sindacale mentre sul pubblico impiego è rimasta nell’ombra l’entità dello stanziamento. Il ministro dell’Economia ha parlato di «somme sostenibili per il Paese», (vedi anche articolo accanto) ma si è congedato dai tre leader sindacali con un laconico commento: «Prepariamoci tutti a fare sacrifici». I rapporti tra Governo e sindacati restano, dunque, in sospeso in attesa, oggi, di leggere nero su bianco tutto ciò che ieri non è stato possibile conoscere. «A un autunno caldo, preferisco un autunno calmo», ha detto ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, lanciando al ministro dell’Economia un netto segnale di insoddisfazione. «Ribadisco il nostro giudizio: questa manovra è sbagliata e inefficace. Il Governo non è stato in grado di dire cosa vuole fare su pubblico impiego e sulla platea dei beneficiari delle integrazioni alle pensioni al minimo», ha attaccato il leader della Cgil, Sergio Cofferati. I nodi, quindi, restano intatti. «Abbiamo di nuovo espresso il nostro no alle deleghe, specie quella sulla previdenza. Speriamo in un ripensamento del Governo – ha concluso Cofferati – ma se la Finanziaria resta così la prossima settimana non inizia sotto i migliori auspici». Proprio lunedì prossimo dovrebbe esserci una nuova riunione unitaria tra Cgil, Cisl e Uil, dopo quella di mercoledì, la prima dopo più di un anno. «Non abbiamo avuto risposte – ha detto all’uscita dell’incontro Pezzotta – vedremo quante delle cose che abbiamo richiesto verranno recepite. Il Governo, comunque, mi sembra intenzionato a mantenere un punto fermo sulle deleghe, anche se devono essere richieste per il 15 novembre e dunque è presto per arrivare a delle conclusioni». Tremonti, infatti, ieri ha difeso la legittimità e l’opportunità di utilizzare la delega su Welfare e fisco spiegando che è proprio lo strumento di maggior garanzia per avere un reale confronto tra Governo e parti sociali. Il fatto, poi, che saranno chieste il 15 novembre, avrebbe in parte soddisfatto i sindacati ma non la Cgil. Per la Cisl, il vero punto di sofferenza sembra più quello del pubblico impiego dato che Pezzotta sembra già dare per persa la battaglia sulle deleghe. La Uil, invece, ieri è apparsa piuttosto prudente: «Ci sono stati dei passi in avanti su contratti e famiglie», è stato il commento del segretario generale, Luigi Angeletti, che ha ricordato gli stanziamenti di circa 4mila miliardi sulle pensioni minime e gli altri 4mila miliardi previsti per le famiglie a basso reddito. Nella riunione di lunedì prossimo non solo sarà chiaro il clima di rapporti con il Governo ma soprattutto se emergeranno di nuovo differenze tra Cgil, Cisl e Uil. Dopo i segnali di unità arrivati nei giorni scorsi, non è escluso che il quadro potrebbe di nuovo mutare e non solo alla luce dei diversi giudizi sulla Finanziaria. Sullo sfondo, a turbare i rapporti tra sindacati, resta sempre la questione dei meccanici. Oggi a Verona c’è l’assemblea nazionale dei delegati e dei quadri della Fiom (i meccanici della Cgil), appuntamento in cui ci si aspetta la decisione di una nuova giornata di sciopero. La Cgil non ha infatti firmato il rinnovo siglato da Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm-Uil prima dell’estate e continua la sua battaglia contrattuale non senza suscitare malumori tra sindacati. È di pochi giorni fa un botta e risposta tra Claudio Sabattini, segretario della Fiom e Luigi Angeletti: «Sembra – ha detto il leader Uil – che facciano le cose contro il sindacato e non contro le imprese». Lina Palmerini ROMA – Si è concluso con i commenti del giorno prima l’incontro di ieri tra sindacati e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sulla Finanziaria. Cgil, Cisl e Uil hanno confermato la loro insoddisfazione nei confronti delle misure previste nella manovra, data l’assenza di novità e di risposte chiare dal Governo. Soprattutto sui punti più contestati, cioè contratti pubblici e le deleghe chieste dall’Esecutivo su Welfare e fisco, non è stato fatto alcun passo in avanti. Al contrario, Tremonti ha difeso l’uso delle deleghe nonostante la forte opposizione sindacale mentre sul pubblico impiego è rimasta nell’ombra l’entità dello stanziamento. Il ministro dell’Economia ha parlato di «somme sostenibili per il Paese», (vedi anche articolo accanto) ma si è congedato dai tre leader sindacali con un laconico commento: «Prepariamoci tutti a fare sacrifici». I rapporti tra Governo e sindacati restano, dunque, in sospeso in attesa, oggi, di leggere nero su bianco tutto ciò che ieri non è stato possibile conoscere. «A un autunno caldo, preferisco un autunno calmo», ha detto ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, lanciando al ministro dell’Economia un netto segnale di insoddisfazione. «Ribadisco il nostro giudizio: questa manovra è sbagliata e inefficace. Il Governo non è stato in grado di dire cosa vuole fare su pubblico impiego e sulla platea dei beneficiari delle integrazioni alle pensioni al minimo», ha attaccato il leader della Cgil, Sergio Cofferati. I nodi, quindi, restano intatti. «Abbiamo di nuovo espresso il nostro no alle deleghe, specie quella sulla previdenza. Speriamo in un ripensamento del Governo – ha concluso Cofferati – ma se la Finanziaria resta così la prossima settimana non inizia sotto i migliori auspici». Proprio lunedì prossimo dovrebbe esserci una nuova riunione unitaria tra Cgil, Cisl e Uil, dopo quella di mercoledì, la prima dopo più di un anno. «Non abbiamo avuto risposte – ha detto all’uscita dell’incontro Pezzotta – vedremo quante delle cose che abbiamo richiesto verranno recepite. Il Governo, comunque, mi sembra intenzionato a mantenere un punto fermo sulle deleghe, anche se devono essere richieste per il 15 novembre e dunque è presto per arrivare a delle conclusioni». Tremonti, infatti, ieri ha difeso la legittimità e l’opportunità di utilizzare la delega su Welfare e fisco spiegando che è proprio lo strumento di maggior garanzia per avere un reale confronto tra Governo e parti sociali. Il fatto, poi, che saranno chieste il 15 novembre, avrebbe in parte soddisfatto i sindacati ma non la Cgil. Per la Cisl, il vero punto di sofferenza sembra più quello del pubblico impiego dato che Pezzotta sembra già dare per persa la battaglia sulle deleghe. La Uil, invece, ieri è apparsa piuttosto prudente: «Ci sono stati dei passi in avanti su contratti e famiglie», è stato il commento del segretario generale, Luigi Angeletti, che ha ricordato gli stanziamenti di circa 4mila miliardi sulle pensioni minime e gli altri 4mila miliardi previsti per le famiglie a basso reddito. Nella riunione di lunedì prossimo non solo sarà chiaro il clima di rapporti con il Governo ma soprattutto se emergeranno di nuovo differenze tra Cgil, Cisl e Uil. Dopo i segnali di unità arrivati nei giorni scorsi, non è escluso che il quadro potrebbe di nuovo mutare e non solo alla luce dei diversi giudizi sulla Finanziaria. Sullo sfondo, a turbare i rapporti tra sindacati, resta sempre la questione dei meccanici. Oggi a Verona c’è l’assemblea nazionale dei delegati e dei quadri della Fiom (i meccanici della Cgil), appuntamento in cui ci si aspetta la decisione di una nuova giornata di sciopero. La Cgil non ha infatti firmato il rinnovo siglato da Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm-Uil prima dell’estate e continua la sua battaglia contrattuale non senza suscitare malumori tra sindacati. È di pochi giorni fa un botta e risposta tra Claudio Sabattini, segretario della Fiom e Luigi Angeletti: «Sembra – ha detto il leader Uil – che facciano le cose contro il sindacato e non contro le imprese». Lina Palmerini
    Venerdí 28 Settembre 2001
 
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