Cgil, Cisl e Uil: «Basta con le gestioni oligarchiche»

05/07/2004



domenica 4 luglio 2004

Pagina 7 – Economia

I SINDACATI
Tre anni di scontri, tra pensioni e condoni. Pezzotta chiede "chiarezza" sui conti. No comment di Angeletti
Cgil, Cisl e Uil guardano al successore
«Basta con le gestioni oligarchiche»

ROMA – C´è chi parla di «fallimento politico». Chi chiede «luce sui conti pubblici» e chi di «sciogliere il nodo dello sviluppo». Sono i commenti del mondo sindacale alle dimissioni di Tremonti, ministro "difficile" che ha spesso tracciato e allargato quel solco profondo tra le scelte economiche del governo e le richieste di Cgil, Cisl e Uil. Toni aspri e scontri frontali durati tre anni, tra fisco, pensioni, condoni, cartolarizzazioni.

Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani parla proprio del «fallimento di una politica che avviene nel modo peggiore e nel momento meno opportuno». Il segretario generale ricorda di aver sottolineato più volte quanto fosse difficile quel rapporto col ministero dell´Economia: «Avevamo detto che eravamo in presenza di una gestione oligarchica dei problemi interni al governo e questo è stato confermato in maniera non degna di un grande paese, di un corretto rapporto con i sindacati e le parti sociali e di una grande tradizione parlamentare – spiega Epifani – e soprattutto, al di fuori di qualsiasi comunicazione o trasparenza sul merito delle questioni che hanno spinto a questa situazione e sulla realtà dei conti pubblici. Il governo appare oggi alla deriva ed i problemi del paese aggravati». E Epifani ribadisce con forza che «i costi della crisi non devono essere scaricati ancora una volta sull´occupazione, sul Mezzogiorno, sullo stato sociale e sui redditi da lavoro e da pensione». Perché «il fallimento dell´azione di governo non è del solo ministro Tremonti ma delle scelte che l´esecutivo ha compiuto e che in questi anni ha portato l´Italia in una situazione difficilissima. Ma, allo stesso tempo, ha consentito ad una parte del paese di arricchirsi e di avvantaggiarsi a danno dell´altra. Per questo – conclude – l´azione di risanamento non può che partire da un prelievo sulle ricchezze finanziarie e sui regali fiscali fatti fino ad oggi».


Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, chiede innanzitutto chiarezza sui conti pubblici: «Per prima cosa sarebbe ora di sapere qual è la situazione reale sia economica che finanziaria del nostro paese». Per Pezzotta l´addio di Tremonti «evidenzia che ci sono problemi veri e reali. Tanto varrebbe che dicessero quindi qual è la situazione in cui ci troviamo. Possono farlo, visto anche che la campagna elettorale è ormai alle nostre spalle. In ogni caso sono molto preoccupato… ».


Il nodo da affrontare, per Luigi Angeletti è quello dello sviluppo, ma senza «tagli» alla spesa sociale. «Non commento le dimissioni di Tremonti – dice il segretario generale della Uil – anche se bisogna affrontare e risolvere la questione dello sviluppo. Questo – per Angeletti – è ciò che interessa ai lavoratori e al paese. E non vorrei che il prossimo ministro dell´Economia ci spiegasse invece che bisogna tagliare lo Stato sociale e la spesa corrente».


(lu. ci.)