Cgil, Cisl e Uil a Napoli per chiedere sicurezza e occupazione nel Sud

02/05/2005
    domenica 1 maggio 2005

    Cgil, Cisl e Uil a Napoli
    per chiedere sicurezza
    e occupazione nel Sud

      ROMA
      Sono attese almeno cinquantamila persone al corteo organizzato dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil nel quartiere napoletano di Scampia per la Festa del lavoro. La scelta di questa zona cittadina, simbolo del degrado e della criminalità organizzata, è stata fatta dai sindacati per sottolineare l’urgenza di sviluppo e legalità nel Mezzogiorno. Obiettivo che va raggiunto battendo la disoccupazione, rilanciando gli investimenti nel Sud per fronteggiare le crisi industriali, rinnovando i contratti e dando una decisa svolta alla politica economica.

        Da Scampia, sottolinea il leader della Cgil Guglielmo Epifani, deve partire «un messaggio di non rassegnazione», perchè il Paese «è attraversato da molte paure, insicurezze ed incertezze: precarietà del lavoro, crisi industriali, un Governo che nasconde la verità e che non si misura coi problemi concreti». E proprio la festa dei lavoratori, celebrata nel cuore dei problemi del Sud, deve far capire – secondo Epifani – «che si può battere questa situazione, si può ripartire, bisogna avere fiducia nel futuro. Ma che bisogna fare le cose che servono, non quelle sbagliate o che non servono». Perchè – conclude il leader della Cgil – «Scampia è il simbolo delle tante Scampia che ci sono nel Paese».

          Le parole d’ordine di questo Primo Maggio 2005 devono essere interpretate nella loro complessità, fa rilevare il segretario della Cisl, Savino Pezzotta: «Non è solo questione di sicurezza intesa come ordine pubblico, anzi – dice -. Sicurezza deve essere intesa anche come lavoro, come garanzie di lavoro». Perchè il Sud «deve ritornare a crescere, come ha fatto in anni recenti» e, per farlo, «ha bisogno di infrastrutture, certezze per gli imprenditori che investono, di una politica economica e fiscale che non lo penalizzi come ha fatto il Governo con i condoni e gli incentivi non accompagnati da politiche pubbliche di intervento».

            Un contesto in cui, per un effettivo rilancio, ciascuno deve fare la propria parte: imprese, sindacati ed istituzioni. «Il ruolo delle istituzioni – spiega infatti il numero uno della Uil, Luigi Angeletti – è fondamentale. Soprattutto di quelle istituzioni che sono più vicine al territorio. Fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico».

              Ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil il segretario Ds, Piero Fassino, ha voluto inviato ieri un messaggio in cui ribadisce «l’urgenza di riportare al centro dell’agenda politica il Mezzogiorno e la sua domanda di lavoro e di sviluppo». «In questi quattro anni di governo del centrodestra – scrive il numero uno della Quercia – la condizione dei lavoratori nel nostro Paese ha conosciuto una crescente precarizzazione che ha alimentato un diffuso sentimento di insicurezza tra i cittadini, ma soprattutto tra i giovani, cioè quelli che pagano per primi e di più l’incertezza di un impiego a termine».

                Da parte sua il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, in un’intervista pubblicata oggi dall’Unità, commenta: «Dobbiamo unire tutti gli sforzi e le risorse per creare il clima giusto grazie al quale sia più chiaro a tutti che Scampia, Napoli, il Mezzogiorno, riguardano l’intero Paese. Siamo grati a Cgil Cisl e Uil – aggiunge Bassolino – per avere scelto Scampia. Il messaggio che si leverà non può non essere quello di un Sud che deve ritornare in modo nuovo una questione nazionale come dimostra lo stesso voto regionale. Il Sud – conclude il governatore della Campania – ha inteso bene, i cittadini hanno capito che il Mezzogiorno in questi anni non è stato una priorità. Del resto non poteva esserlo visto il ruolo fondamentale della Lega».

                  [v.cor.]