Cgil, avanti tutta verso il 21

19/02/2003



19 febbraio 2003

Cgil, avanti tutta verso il 21
Sciopero contro il declino industriale e le deleghe del governo: venerdì si mobilitano gli operai di tutta Italia. Cortei in Lombardia, pronti a Napoli centinaia di pullman. Per lo sviluppo del paese, un no deciso alla precarietà
ANTONIO SCIOTTO

      Si avvicina il 21 e la Cgil scalda i motori per lo sciopero generale dell’industria. Quattro ore – otto per i metalmeccanici – contro il declino dell’industria italiana e la precarietà introdotta dalle deleghe sul mercato del lavoro. Ultima in calendario, la 848bis: la modifica dell’articolo 18 delineata dal patto per l’Italia, firmato da Confindustria, governo, Cisl e Uil. L’inizio dell’iter parlamentare, previsto per questa settimana, slitterà probabilmente alla prossima, ma la maggioranza punta ad ottenere un’approvazione dal Senato già entro aprile. Ma non basta, perché anche la settimana prossima sarà densa di appuntamenti. Lunedì 24 febbraio il direttivo della Cgil voterà la proposta di legge per l’estensione dei diritti, nodo che aprirà immediatamente la soluzione di un altro interrogativo che fa discutere il sindacato da tempo: prendere una posizione precisa sul referendum di primavera sull’articolo 18.

      Il 25, un altro appuntamento, scaturito da una lettera inviata dalla Cisl a Confindustria. Il segretario Savino Pezzotta ha chiesto un incontro all’associazione degli industriali, aperto ai tre sindacati confederali, per discutere della politica industriale necessaria al paese: la risposta è stata positiva, gli imprenditori sono disposti al confronto. La Cgil ha già detto che andrà, non rinunciando alle posizioni che esprimerà con lo sciopero del 21: «Si muove anche la Confindustria – ha commentato il segretario generale Guglielmo Epifani – che fino a oggi aveva negato l’esistenza di un declino produttivo, competitivo, industriale del paese. Questo dimostra che abbiamo posto un tema vero». Per tutta risposta, dal fronte industriale è arrivata una bordata: secondo il direttore di Confindustria Stefano Parisi, quello della Cgil «è uno sciopero politico ed inutile perché è inutile mettersi in una prospettiva di scontro per il fatto che non c’è lo sviluppo economico».

      Intanto, come si è detto, la macchina organizzativa dello sciopero del 21 marcia già a tutto gas. Dalle regioni arrivano notizie di cortei, presidi, assemblee e sit-in che prevedono già una vasta partecipazione dei lavoratori, decisi a difendere i propri posti dall’attacco congiunto di una politica industriale senza investimenti e una riforma del mercato che punta sulla precarizzazione. Ieri è stato comunicato il calendario lombardo: un corteo a Milano (concentramento a Porta Venezia, ore 9,15) con il segretario confederale Giuseppe Casadio, e manifestazioni a Brescia, Cremona, Como, Suzzara. A Napoli, centinaia di pullman provenienti dalle fabbriche della Campania porteranno i lavoratori in piazza dei Martiri; è previsto l’intervento del segretario confederale Giampaolo Patta.