“Cgil” «Attenzione: il patto ci può bloccare»

06/03/2006
    sabato 4 marzo 2006

    Pagina 6 – CAPITALE/LAVORO

    �Attenzione: il patto ci pu� bloccare�

      No del leader Fiom Rinaldini all’�accordo di legislatura� proposto da Epifani all’Unione. La legge 30 �va abrogata�, concordano Nerozzi e Cremaschi. E chiedono chiarezza a Prodi anche sulla pace: �Ritirare subito le truppe dall’Iraq�

        FRANCESCO PICCIONI
        INVIATO A RIMINI

          In un congresso unitario, chiaramente dominato dalla prospettiva elettorale, quasi �finto� – tanta � la mancata esplicitazione degli elementi di frizione interna – l’intervento del segretario della Fiom, Gianni Rinaldini, era atteso come l’unico che potesse �perturbare� un poco il clima serenamente unitario del congresso della Cgil. Salito sul palco un attimo dopo l’ingresso di Prodi, ha parlato davanti a una platea gremita e immediatamente silenziosa, come mai era avvenuto in questi giorni. Rinaldini non ama la retorica e i lunghi giri di parole; il suo stile � asciutto e conciso, ma va dritto al nocciolo dei problemi, senza dimenticare nessuno di quelli che rivestono un ruolo-chiave. Ha aperto smentendo le voci secondo cui la Fiom avrebbe voluto �destrutturare il sindacato pensionati� (con la richiesta di poter avere la doppia tessera); e mettendo all’ordine del giorno la necessit� di �aprire il capitolo della riforma organizzativa della Cgil�, che va per� affrontato con �una discussione complessiva, non a pezzetti�.

          Ha rivendicato l’uso del referendum tra tutti i lavoratori come metodo per approvare piattaforme rivendicative e accordi con la controparte, �un grande fatto di democrazia che parla all’insieme delle organizzazioni sindacali�. Un’occasione per polemizzare amichevolmente con Savino Pezzotta, che si era espresso contro la �democrazia di mandato� e a favore di quella �rappresentativa�, ricordandogli che �vogliamo essere soggetto autonomo, portatore di un progetto sociale e che ha un’unica fonte di legittimazione: i lavoratori e le lavoratrici che vuole rappresentare�.

            Avverte Prodi che �esiste un profondo disagio sociale, in particolare per la condizione dei giovani�; che vengono stretti tra �il peggioramento delle condizioni di lavoro, i processi di precarizzazione e la drastica riduzione del potere d’acquisto�. Tre fattori che stanno creando �una situazione esplosiva�. Le �aspettative per un nuovo governo sono tante�, ma serviranno �subito elementi di discontinuit� forte, che siano visibili e leggibili per la gente�; perch� �non � detto che quel disagio abbia �naturalmente� uno sbocco di sinistra�. Le due richieste che avanza sono intanto �l’abrogazione della legge 30 e di tutta la legislazione che crea precariet�, compresa la legge sull’orario di lavoro e quella sulla cessione di ramo d’azienda�; e il �ritiro immediato dall’Iraq e dall’Afghanistan�, su cui la platea spende un’ovazione.

              Non gli � piaciuto, e lo dice �il patto di legislatura� offerto da Epifani a un auspicato governo di centrosinistra: �chiamiamolo patto fiscale, perch� � necessario verificare i passaggi che il prossimo governo andr� a compiere�. N� ritiene che si possa semplicemente tornare alla �concertazione del `93�; perch� �la situazione � profondamente cambiata�. Sulla �riforma del modello contrattuale�, infine, ricorda che �Confindustria � chiarissima: ha opinioni opposte alle nostre sia sull’orario di lavoro che su un’idea di sindacato come "sindacato collaborativo"�. Per non lasciare deluso chi si attendeva una piccola vena polemica sulla formazione della lista unitaria per il direttivo, avverte che �c’� ancora qualche problema di funzionamento nella nostra pratica democratica�.

                Molto atteso anche l’intervento del segretario confederale Paolo Nerozzi, che lega la possibilit� di battere Berlusconi al fatto che �milioni di persone, dal 23 marzo (2002, ndr) in poi hanno detto �siamo qui, un altro mondo � possibile�. E proprio per questo rivendica al sindacato il diritto di essere non solo �autonomo, ma anche qualche volta disobbediente� rispetto a governi che pure sono un interlocutore serio. Sulle sue proposte concrete (�rendite finanziarie da tassare, fisco, abolizione della Bossi-Fini e della legge 30�), da quel che si vede, la Cgil avr� occasione di doverlo dimostrare.

                  Un Giorgio Cremaschi in gran forma parte invece dalla necessit� di battere Berlusconi �per affermare anche qui in Italia un’altra idea di Occidente, ormai contestato in modo drammatico, e a volte inaccettabile, dal resto dell’umanit�. L’esponente della Fiom boccia il �patto di legislatura� e l’idea che si possa �tornare al passato, all’accordo del luglio ’93�, perch� �abbiamo bisogno di una ridistribuzione di ricchezza, e questo richiede vertenze, accordi e conflitto�. Cos� come il contratto nazionale resta �il migliore strumento contro la devolution� che vorrebbe imporre Confindustria, �con il massimo decentramento sul salario e la massima centralizzazione sulle norme� che vincolano la prestazione lavorativa�.

                    Resta dunque in fondo latente la battaglia tra le idee all’interno della Cgil. Ce ne sono molte e interessanti, e viene quasi di dire peccato che le differenze diventino palesi solo al momento di comporre le liste dei dirigenti.