Cgil apre il fronte salari Uil: Epifani dice falsità

15/07/2002



Sabato 13 Luglio 2002

Cgil apre il fronte salari Uil: Epifani dice falsità
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Clima teso tra Cgil e Uil dopo i commenti negativi sul Patto per l’Italia formulati dal sindacato di Corso d’Italia, che intanto apre il nuovo fronte dei salari. Secondo Guglielmo Epifani, vicesegretario generale della Cgil intervenuto ieri al congresso Nidil (lavoratori interinali), il Dpef «non contiene probabilmente tutte le risorse per i contratti pubblici»; a settembre inoltre, prosegue Epifani, «ci sarà un problema di valorizzazione delle retribuzioni reali dei lavoratori, una spinta giusta e corretta dopo anni di crescita». E ancora, il vice di Cofferati aggiunge: «I contratti dovranno contenere anche molti elementi di qualità su professionalità e diritti». Il fronte salariale si apre mentre non è stato ancora chiuso il capitolo relativo al Patto per l’Italia. Ancora ieri, il prossimo segretario della Cgil ha attaccato pesantemente l’accordo siglato la scorsa settimana: «Con il Patto voluto dal Governo – ha tuonato Epifani – si crea una generazione senza diritti. Avremo un doppio regime tra coloro che verranno assunti prima o dopo la sua firma». Parole che hanno suscitato indignazione fra i vertici della Uil. Al punto che la confederazione guidata da Luigi Angeletti ha affidato a una nota scritta la sua controreplica: «Dire che con il Patto per l’Italia si crea una generazione senza diritti non è solo una bugia e una mistificazione ma una fredda e misurata provocazione politica». Nonostante ciò, il segretario aggiunto della Uil, Adriano Musi si augura che «passata una fase di critica aspra e strumentalmente politica, il gruppo dirigente della Cgil possa rientrare e confrontarsi sui contenuti». Ieri, tuttavia, le prove di dialogo con il sindacato di Cofferati sembravano destinate a portare pochi frutti. Lo stesso Epifani si è mostrato scettico sul tema, giudicando «sospetti e strani» gli inviti a riaprire il confronto da parte del Governo e di Confindustria. Quanto all’autunno, Epifani assicura: «Continueremo con il nostro programma d’azione: gli scioperi di questi giorni confermano la grande partecipazione e il consenso alle scelte della Cgil». I cinque paletti alla sospensione dell’articolo 18. Intanto, sono stati formalizzati i cinque criteri cui il Governo dovrà attenersi nella sperimentazione dell’articolo 18. La sua sospensione non potrà essere applicata alle imprese che, nei 12 mesi precedenti l’entrata in vigore della legge, abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti. Non potranno inoltre considerarsi come nuove assunzioni quelle determinate dal subentro di un’impresa a un’altra nell’esecuzione di un appalto (nel caso in cui il passaggio del personale alle dipendenze dell’impresa subentrante sia tutelato da una legge o da una clausola contrattuale). Sono inoltre previste misure di monitoraggio del provvedimento e una verifica dopo due anni dall’entrata in vigore dei decreti legislativi.

M.Se.