“Cgil” Appiattita sull’Unione

04/03/2006
    venerd� 3 marzo 2006

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    Precari, Cgil appiattita sull’Unione

      Nella relazione di Epifani sparisce la cancellazione della legge 30 e l’abolizione di cococ� e a progetto

        ANTONIO SCIOTTO

          Il programma dell’Unione ha fatto il suo effetto: giudicato �positivo� da Guglielmo Epifani in apertura del Congresso, ha attirato come una calamita temi forti della Cgil, e li ha diluiti. Prendiamo ad esempio il tema del lavoro precario, che riguarda ormai pi� di quattro milioni e mezzo di persone in Italia, di cui almeno un milione e mezzo cococ� e a progetto: utilizzati come dipendenti ma con diritti, tutele e compensi dimezzati. Ebbene, rileggendo attentamente la relazione introduttiva di Epifani, si vedono sparire alcune parole chiave contenute nelle tesi in discussione allo stesso Congresso, sulle quali hanno votato – lo ha ricordato il segretario generale – pi� di 1 milione e 600 mila iscritti, approvandole a larga maggioranza. Ci riferiamo in particolare alla tesi 5, �Un’occupazione solida e stabile�, quella che offre appunto delle proposte per riqualificare il lavoro. Tenuto conto che Epifani non poteva certo recitare interamente le tesi, e che ha necessariamente sintetizzato nella sua relazione, ci � sembrato per� di vedere un avvicinamento alla versione �al ribasso� offerta dall’Unione sui temi della precariet�. Un peccato, perch� invece le tesi congressuali della Cgil, e le quattro proposte di legge votate nel 2002 (l’anno dell’articolo 18) da cinque milioni e mezzo di persone sono molto pi� avanzate e condivisibili rispetto al programma del centrosinistra.

            Ci spieghiamo. Innanzitutto � scomparsa la richiesta della cancellazione della legge 30. Nella tesi 5 � vero che si usa la formula ripresa fedelmente due giorni fa dalla relazione: �andare oltre la legge 30, ribaltandone la filosofia: vanno cancellate le norme che precarizzano il rapporto di lavoro�. Ma poco pi� avanti, sempre nella tesi 5, si dice anche: �questo significa per noi cancellare la legge 30 e sostituirla con un sistema di norme e diritti complessivamente alternativo�. Certo il futuro governo di centrosinistra – se ci sar� – non si pu� bloccare sulle dispute nominalistiche, �cancellare tutto� o �superare cancellando parti�, ma bisogna capire la sostanza delle modifiche richieste, altrimenti rinunciare alla cancellazione tout court di una legge che ha aggravato la precariet� pu� essere deleterio.

              E qui passiamo al secondo corno del problema, pi� sostanziale. Che ne sar� dei cococ� e cocopr�? Nella tesi 5 la Cgil propone �un concetto allargato della dipendenza economica come fondamento dei diritti, delle tutele e dei costi cui deve far fronte l’impresa, attraverso una ridefinizione di "lavoratore economicamente dipendente" cui far corrispondere l’equiparazione dei diritti e dei costi�. E’, in pratica, una delle quattro proposte di legge Cgil: riformare l’articolo 2094 del codice civile, separando nettamente gli economicamente dipendenti dagli economicamente autonomi, e sopprimendo cos� l’area grigia dei �parasubordinati� (i cococ� e cocopr�). Nella relazione di apertura del Congresso, di questo prezioso progetto non si fa menzione: si dice che �bisogna tornare a fare del contratto a tempo indeterminato la normale forma di lavoro, limitando altre forme di contratto all’eccezione�, aggiungendo poi che �non si dovranno pi� avere costi diversi e pi� bassi per le forme di lavoro flessibili�. Dunque si � preso in pieno quello che propone l’Unione: 1) Non si chiede l’eliminazione dei cocopr�; 2) Ci si accontenta di una equiparazione dei costi (il �non devono costare meno� del testo del centrosinistra), dimenticando purtroppo l’equiparazione dei diritti, sicuramente un grosso risparmio per le aziende.